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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 13/01/2016  -  stampato il 08/12/2016


Detenuto frattura il naso al Poliziotto penitenziario, testata sul viso ad Ispettore di Regina Coeli

renta giorni di prognosi per una frattura al setto nasale. Questo quanto refertato ad un ispettore della Polizia Penitenziaria colpito con una testata da un detenuto italiano40enne  nel carcere romano di Regina Coeli. Le violenza intorno alle 15:00 di ieri presso il terzo braccio della casa circondariale di via della Lungara a Trastevere. Lo rende noto il sindacato di Polizia Penitenziaria Sappe. 

TESTATA ALL'ISPETTORE - Secondo quanto riportato dal Sappe: "Lunedì pomeriggio, verso le ore 15.00, si è verificata l’ennesima aggressione nei confronti del personale del Corpo di Polizia Penitenziaria. Un detenuto italiano, ristretto presso il terzo braccio ha aggredito l’ispettore coordinatore del reparto subito dopo la conta numerica dei detenuti. Il detenuto ha dapprima oltraggiato l’operato del personale contestando la battitura alle sbarre della cella, regolamentata per garantire la sicurezza dell’istituto e prevenire tentativi di fuga". 

FRATTURA DEL SETTO NASALE - Sempre secondo quanto riferito dal segretario generale del Sappe Donato Capece e dall segretario provinciale di Roma Giovanni Passaro: "Successivamente, lo stesso detenuto ha aggredito fisicamente l’ispettore, costretto alle cure presso l’ospedale vicino, provocandogli ferite al volto. Per di più, l’episodio è stato sostenuto da un piccolo gruppo di detenuti che al fine di evitare l’allontanamento dal reparto del compagno colpevole si sono barricati in cella. Solo grazie alla professionalità dei baschi blu si è riusciti a riportare l’ordine e la sicurezza all’interno dell’istituto senza l’uso della forza fisica. Questa è la Polizia Penitenziaria. Ai colleghi va la nostra vicinanza e solidarietà". 

SAPPE - "Il Sappe - si domandano Capece e Passaro - rinnova al Ministro della Giustizia Orlando e ai vertici dell’Amministrazione centrale la richiesta “di incrementare l’organico delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria che quotidianamente devono assicurare la sicurezza del Paese. Cosa si aspetta ad assumere adeguati provvedimenti per garantire la sicurezza e la stessa incolumità fisica degli Agenti di Polizia Penitenziaria che lavorano in carcere?”.

AGGRESSIONE AGLI AGENTI - Capece torna infine ad evidenziare come l’ennesima aggressione a poliziotti penitenziari in un carcere italiano è "sintomatico del fatto che le tensioni e le criticità nel sistema dell’esecuzione della pena in Italia sono costanti. E che a poco serve un calo parziale dei detenuti, da un anno all’altro, se non si promuovono riforme davvero strutturali nel sistema penitenziario e dell’esecuzione della pena".

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