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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 15/01/2016  -  stampato il 06/12/2016


Malore in servizio: deceduto Assistente Capo Francesco Frascogna nel Tribunale di Grosseto

Un infarto fulminante, che lo ha colto poco dopo essere arrivato in ufficio. Francesco Frascogna, 53 anni da compiere a febbraio, ufficiale giudiziario, è morto nella corsa disperata verso l’ospedale, dopo che l’equipaggio del 118 aveva provato per alcune decine di minuti le manovre di rianimazione negli stessi uffici del Tribunale.

Il malore ha colto Frascogna poco dopo le 8. L’ufficiale giudiziario era nella sua stanza, la 109 al piano terra della nuova ala del palazzo di giustizia. Con lui c’erano due colleghi. Uno di loro è uscito e ha chiesto di chiamare i soccorsi, perché Frascogna si stava sentendo male. Quando altri colleghi sono arrivati nella stanza, hanno trovato l’uomo seduto, piegato su di sé, con un pugno stretto sul volto e la testa appoggiata sul tavolo, il braccio sinistro dolorante. Chiari i sintomi. Raccontano i colleghi che Frascogna è stato fatto stendere, per consentirgli di respirare meglio, mentre qualcuno chiamava il 118. L’uomo era cosciente, ha chiesto anche di rialzarsi, ha avuto un paio di conati di vomito. “Hai mangiato, Francesco?”, gli è stato chiesto. Frascogna è rimasto sempre cosciente. Pochissimi minuti e l’ambulanza è arrivata. L’equipaggio si è chiuso nella stanza e lì è rimasto per alcune decine di minuti, fino a qualche momento prima delle 9. E’ stato provato di tutto. Poi la barella è uscita, con Frascogna che è stato trasportato al pronto soccorso in un baleno, mentre nel frattempo erano stati avvertiti i familiari.

In Tribunale è iniziata l’attesa per le notizie dall’ospedale. I colleghi sapevano, o quantomeno intuivano vista la durata dei  soccorsi, che le condizioni di salute di Francesco erano gravi. Sapevano anche che l’uomo aveva qualche problema di salute, ma non riconducibili al cuore. Sapevano anche che Frascogna avrebbe lottato. Purtroppo, nemmeno un’ora dopo, è arrivata la notizia: “Ho parlato con la figlia, mi ha detto ‘mio padre non c’è più’”, ha detto una collega.

Commozione e lacrime negli uffici del Tribunale, dove Frascogna lavorava da oltre dieci anni, dopo essere arrivato dall’amministrazione penitenziaria: era assistente capo del corpo. A Grosseto, con la qualifica di assistente giudiziario, era stato sempre all’ufficio Unep. Napoletano di origine, era un tifoso sfegatato del Napoli calcio.

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