www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 15/01/2016  -  stampato il 08/12/2016


Poliziotto penitenziario accusato di essere il boss di Enna: pentito cade in contraddizioni durante il processo

"Dopo essere uscito dal carcere incontrai Sebastiano Gurgone e lui mi disse che oltre a Giancarlo, a Enna, (nell'organizzazione mafiosa, ndr.) c'era pure un certo Salvatore. Ma da queste foto non lo riconosco". Così il pentito di Catenanuova Nino Mavica, ha deposto ieri al processo a carico di Giancarlo Amaradio, 37 anni, "storico" picciotto di Cosa Nostra divenuto boss a metà anni Duemila, e di Salvatore Gesualdo, ennese di 33 anni, assistente della Polizia Penitenziaria incensurato, che risponde per la prima volta di associazione mafiosa.

La deposizione del collaboratore di giustizia è arrivata ieri mattina dinanzi ai giudici del Tribunale collegiale di Enna, presieduto da Francesco Paolo Pitarresi, a latere Alessandra Maira e Marco Minnella. Da dietro un paravento, Mavica ha risposto alle domande del Pm Roberto Condorelli e degli avvocati Giovanni Palermo, difensore di Amaradio, e Michele Baldi, che difende Gesualdo. Ma i suoi resoconti non hanno convinto i difensori, che lo hanno sottoposto a un autentico fuoco di fila di domande, evidenziando presunte incongruenze, come quando Mavica descrive Gesualdo come un uomo "sui quarantacinque, con i capelli brizzolati", mentre nel periodo in cui sostiene di averlo conosciuto, l'imputato aveva solo 25 anni e i capelli nerissimi.

enna.gds.it

Clamorosa decisione della Cassazione: annullata ordinanza di custodia cautelare per Poliziotto penitenziario di Enna accusato di mafia

 

Poliziotto arrestato: cadono le accuse di essere il capo mafia di Enna, rimane l’’associazione mafiosa

 

Accusato di essere diventato il boss mafioso di Enna: arrestato Assistente Capo della Polizia Penitenziaria