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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 20/01/2016  -  stampato il 06/12/2016


Il carcere di Savona soppresso: Ministro Orlando firma decreto di chiusura

La casa circondariale di Savona è stata ufficialmente cancellata dal Ministro della Giustizia, lo spezzino Andrea Orlando, che ha firmato il decreto di soppressione con cui il comune capoluogo vede scomparire la struttura di detenzione situata nel centro cittadino. Nel testo vengono specificate le motivazioni.

Tra le cause, il decreto individua nella presunta «anti-economicità, in termini di costi-benefici, del mantenimento dell’attuale casa circondariale» una delle principali ragioni della soppressione, oltre alla «modesta capacità ricettiva della stessa (capienza massima pari a 49 detenuti compresa la sezione semilibertà)» e soprattutto «la grave inadeguatezza dell’immobile sotto il profilo strutturale e della sicurezza».

I detenuti, per i quali è già stato avviato da tempo un percorso di trasferimenti nelle vicine strutture di Genova, Sanremo e Imperia, dovrebbero mano mano lasciare tutti la struttura alle spalle di via Paleocapa.

Ma nel carcere la tensione è alta. I quaranta detenuti hanno annunciato lo sciopero della fame a partire da domani, mercoledì 20 gennaio per «protestare come noi contro il decreto del ministero di Giustizia», afferma Lorenzo Michele, segretario regionale del Sappe, il sindacato della Polizia Penitenziaria.

«La situazione è critica - prosegue Michele - La chiusura del carcere rischia di avere ripercussioni anche sull’intero sistema della sicurezza. Senza penitenziario una pattuglia dei carabinieri, per fare un esempio, sarebbe costretta a trasportare un detenuto da Albenga al carcere di Marassi a Genova.

Il Sappe, da tempo, chiede invece al Comune di Savona di pronunciarsi illustrando, se questo esiste, un progetto dove potrebbe essere realizzata una nuova casa circondariale. A oggi, l’unica certezza invece, è quella che quello attuale che ospita quaranta detenuti e cinquanta agenti, chiuderà senza ma e senza forse».

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