www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 21/01/2016  -  stampato il 08/12/2016


Pronto il rimpasto di Governo: novitÓ anche al Ministero della Giustizia, "promosso" Enrico Costa

«Non so quando ci sarà, ma sicuramente non sarà alle calende greche», diceva il premier ieri confermando così che i tempi sono maturi per il rimpasto di governo a lungo rinviato. Maturi al punto che, dopo un vertice che ci sarebbe stato ieri notte tra Renzi e Alfano a margine del consiglio dei ministri, la pratica potrebbe subire un’accelerazione: e già nei prossimi giorni potrebbe spuntare la compagine di governo ridisegnata ad hoc, cercando di rispettare i complessi equilibri delle varie anime della maggioranza, Pd in testa. 

Un’incombenza per Renzi, alle prese con il pressing degli alleati che attendono impazienti da mesi questo giro di boa, in primis i centristi di Alfano. Il quale è impegnato a sua volta a dipanare la matassa delle rivalità interne, anche se il borsino fino a tarda sera dava in pole il nome del piemontese Enrico Costa (attuale Vice Ministro della Giustizia ndr) per la carica di ministro degli Affari regionali, la casella più elevata di questa tornata di nomine in arrivo. Che dovrebbero più di una decina, destinate forse a lievitare nel gioco di incastri: se il nuovo ministro sarà Costa, andrà assegnata infatti la casella di sottosegretario alla Giustizia, e si fa il nome dell’ex sindaco di Milano, Gabriele Albertini di Ncd. Sarà poi nominato un viceministro agli Esteri al posto di Lapo Pistelli; due viceministri al Ministero dello Sviluppo Economico (Mise) in sostituzione di Calenda (che andrà a Bruxelles) e De Vincenti. Potrebbe essere promosso il segretario di Scelta Civica, Enrico Zanetti, da sottosegretario a viceministro dell’Economia con delega alle Finanze; poi sono previsti due nuovi sottosegretari, alle Infrastrutture, l’Ncd Antonio Gentile e alla Cultura, dove è in corsa Antimo Cesaro di Scelta Civica. In arrivo anche un sottosegretario per guidare la squadra di consiglieri economici di Palazzo Chigi, nella persona di Tommaso Nannicini. 

Per il dicastero degli Affari regionali, oltre a Costa, in ballo c’è stata fino a ieri una terna di donne Ncd, Dorina Bianchi, Erminia Mazzoni e Rosanna Scopelliti, poiché i rumors in Transatlantico davano il premier più orientato a scegliere una donna. Per il viceministro agli Esteri il nome più gettonato è quello del responsabile Esteri del Pd, Enzo Amendola, dove potrebbe arrivare come sottosegretario o secondo viceministro anche Lia Quartapelle sempre del Pd. Agli Esteri potrebbe però forse approdare anche Sandro Gozi, sottosegretario a Palazzo Chigi con delega all’Europa. Il toto-nomine accredita per i due posti di viceministro al Mise i nomi di Teresa Bellanova, attuale sottosegretario al Lavoro, cui andrebbe la delega delle ristrutturazioni industriali; al suo posto potrebbe arrivare il responsabile economico del Pd, Filippo Taddei; che potrebbe però approdare all’Economia, mentre allo Sviluppo Economico al posto di Calenda come viceministro con delega al Commercio estero potrebbe arrivare Guido Sottanelli di Scelta Civica. 

lastampa.it

 

Alfano invece, oltre a confermare la commissione Lavoro e Agricoltura, incassa la commissione Giustizia per Nico D’Ascola, che ha rinunciato al posto di vice-ministro della Giustizia per non trascurare la l’attività redditizia del suo studio privato, che ha visto in questi anni clienti eccellenti. D’Ascola per anni è stato socio di Niccolò Ghedini nel suo studio romano ed è stato protagonista, nei tempi del berlusconismo, quando difesa politica e giudiziaria erano tutt’uno, della difesa di Claudio Scajola, ma soprattutto di Gianpaolo Tarantini in uno di processi sul giro di escort attorno a palazzo Grazioli. Tra gli altri politici eccellenti difesi da D’Ascola, l’ex presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti, condannato per abuso e falso a sei anni e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici.

huffingtonpost.it