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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 31/01/2016  -  stampato il 05/12/2016


Trenta giorni di carcere in meno se pubblichi un libro, ma la Romania dice stop

Il governo di Dacian Ciolos ha deciso, come dichiarato dal ministro della Giustizia Pruna, di presentare un’ordinanza per abrogare la legge che consente a chi ha subìto una condanna di pubblicare libri e di ottenere con questi una riduzione della pena detentiva. La scelta, resa pubblica mercoledì 13 gennaio, sembra voler porre rimedio ad una situazione complessa ed in netto contrasto con il proposito  di estirpare la corruzione dalla società romena.

La norma

Risalente all’epoca comunista, la legge consente a chi ha subìto una condanna di ridurre ditrenta giorni la pena detentiva per ogni libro (scritto durante il periodo trascorso in carcere) pubblicato da riviste scientifiche o da un research body. Secondo quanto affermato da fonti governative, sarebbero trecentoquaranta i lavori pubblicati nel 2015 mentre circa novanta negli anni precedenti; cifre rilevanti che hanno portato il governo a prendere una posizione sull’argomento.

I casi

Tra i casi emblematici sembra soprattutto opportuno citare George Becali: ex imprenditore, proprietario di una squadra di calcio, politico e membro del parlamento europeo. Giudicato colpevole per tangenti ha visto la sua condanna a quarantadue mesi ridotta di cinque (è stato scarcerato lo scorso aprile) per aver pubblicato cinque libri tra i quali “Monte Athos, terra natìa della Chiesa Ortodossa”. Non solo, anche Dan Voicolescu, ex leader del partito conservatore romeno ed alleato dell’ex premier Victor Ponta, rientra tra coloro che hanno visto la loro condanna ridotta grazie alla pubblicazione di libri. Condannato a dieci anni di carcere ed arrestato nel 2014 per riciclaggio, ha visto pubblicati ben dieci suoi lavori in diciotto mesi, cifra che gli ridurrebbe di trecento giorni la pena detentiva. Anche l’ex primo ministro Adrian Nastase, condannato a due anni per aver ricevuto fondi illegali durante la campagna elettorale, è tra coloro che hanno beneficiato di una riduzione della pena detentiva per aver scritto numerosi libri sulle tematiche economiche durante i mesi passati in carcere.

Le dichiarazioni del ministro Pruna e l’iter parlamentare

Vista la situazione ormai fuori controllo, il ministro della Giustizia ha deciso di intervenire per abrogare la norma con un’ordinanza di emergenza il cui iter parlamentare dovrebbe concludersi in febbraio. Secondo quanto dichiarato dallo stesso ministro non si procederà immediatamente con la cancellazione della norma poiché sarà prima necessaria una consultazione; procedimento da seguire per ogni atto normativo.

Non solo, il ministro della Giustizia ha inoltre parlato della rimozione del capo della Amministrazione Nazionale dei Penitenziari (ANP), sottolineando come la questione sia prematura ma sia comunque necessario avviare un’ indagine amministrativa da parte dell’organismo di controllo del premier dal momento che “I fatti parlano chiaro relativamente alla competenza manageriale del direttore generale dell’ANP”.

Stando a quanto affermato dalle fonti locali e dallo stesso ministro della Giustizia, la norma che prevede la riduzione della pena detentiva per ogni libro pubblicato verrà rimossa il prossimo febbraio. Un passaggio chiave, necessario ma non sufficiente, verso l’eliminazione della corruzione chiesta dalla stessa società romena con proteste seguite all’incendio al Colectiv Club.

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