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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 01/02/2016  -  stampato il 07/12/2016


Tar boccia la sospensione: i lavori per il carcere di San Vito al Tagliamento procedono

La procedura di aggiudicazione dell’appalto per costruire il nuovo penitenziario di San Vito si è attirata soltanto un ricorso al Tar, presentato dalla ditta giunta seconda in graduatoria.

I giudici amministrativi si sono già pronunciati sulla richiesta di sospensione cautelare, respingendola. L’iter, dunque, può proseguire senza alcun intoppo, in attesa dell’udienza per la trattazione di merito, fissata al 9 marzo.

Un primo risultato, sul fronte giudiziario di questa partita, che lascia soddisfatto il sindaco Antonio Di Bisceglie: «Il tempo per presentare ricorsi per chiedere di annullare l’assegnazione dell’appalto è scaduto – ha riferito –. Con l’ordinanza del Tar sull’unico ricorso l’iter non si interromperà: ora attendiamo la sentenza di merito».

A rivolgersi al Tar è stata l’impresa Pizzarotti, contro il provveditorato interregionale Opere pubbliche di Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia del ministero delle Infrastrutture e nei confronti della società cooperativa a responsabilità limitata Kostruttiva (Marghera) e di Riccesi (Trieste).

La gara d’appalto per progettazione definitiva ed esecutiva e costruzione del carcere aveva visto la partecipazione di dieci tra singole imprese e associazioni temporanee di imprese (Ati). L’importo complessivo era di 25,5 milioni e mezzo, di cui 24,3 per lavori a base d’asta.

Prima in graduatoria era risultata l’offerta dell’Ati formata da Kostruttiva (ex Coveco) e Riccesi. Erano state giudicate provvisoriamente aggiudicatarie, per 18,4 milioni, dopo aver verificato la sostenibilità dell’offerta, inizialmente giudicata “anomala” dal punto di vista tecnico.

Il provvedimento di aggiudicazione definitiva dell’appalto è stato adottato il 18 novembre dalla sede di Trieste del provveditorato interregionale, che in tal data ha pure indicato quale direttore dei lavori l’ingegner Silvia Angeli.

Ed ecco il ricorso della seconda in graduatoria, la Pizzarotti, che ha sottoposto al Tar una serie di presunti vizi di forma nella procedura, per chiedere l’annullamento dell’aggiudicazione definitiva e un risarcimento danni a carico della stazione appaltante.

Il tutto accompagnato dalla richiesta di sospensione cautelare dell’efficacia del provvedimento, che avrebbe fatto sì che l’iter si bloccasse immediatamente. Inoltre, Pizzarotti lamentava il mancato accesso ad alcuni atti, tra cui il progetto presentato dall’impresa aggiudicataria.

Il Tar ha respinto l’istanza cautelare e pure la richiesta degli atti ritenuti «sottratti all’accesso per evidenti motivi di sicurezza». Dunque al momento, in attesa dell’udienza di merito, è scongiurato uno stop all’iter, che seppur lentamente sta avanzando verso l’avvio del cantiere, previsto entro l’anno.

Ora si attendono validazione del progetto, approvazione e stipula del contratto

per i lavori. Risultato ben accolto da Di Bisceglie: tra l’altro, pare che a Pordenone, in certi ambienti “ostili” alla soluzione sanvitese per il nuovo penitenziario, già si ipotizzava che l’iter fosse, per qualche motivo, bloccato per l’ennesima volta.

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