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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 09/02/2016  -  stampato il 03/12/2016


Ex NAR Belsito tenta la fuga da Secodigliano, ma i Poliziotti penitenziari lo stavano guardando in diretta tv

Come in un film. Ha tentato la fuga dal carcere con le lenzuola annodate Pasquale Belsito, anni 53, ex-militante dei Nuclei Armati Rivoluzionari in cella da quindici anni, da quando, nell’estate del 2001, fu arrestato a Madrid. L’ex-Nar, che era recluso nel carcere di Secondigliano, ha cercato di fuggire con una corda, ma è stato bloccato dagli agenti della Polizia Penitenziaria del carcere campano.

Secondo la ricostruzione fatta dagli agenti, Belsito ha arrotolato una corda rudimentale stretta intorno alenzuola e strofinacci e si è calato dalla finestra, all’ora di pranzo, quando, in genere, i viali del carcere sono semi deserti.

La fune di fortuna ha retto ed il cinquantatreenne è riuscito a calarsi in un cortile interno al complesso penitenziario senza tuttavia rendersi conto che gli agenti stavano seguendo in diretta il suo tentativo di fuga e lo hanno bloccato sequestrando, poi, la corda e le lenzuola usate per la fuga.

Ora Belsito è recluso in isolamento, in attesa che, nelle prossime ore, si riunisca il consiglio di disciplina dell’istituto penitenziario di Secondigliano che esaminerà la vicenda per valutare eventuali provvedimenti da adottare.

Non è la prima vola che Belsito fugge in maniera così rocambolesca. Militante nel quartiere romano dellaBalduina insieme, fra gli altri, al pentito Walter Sordi, organizza una serie di rapine. Raggiunto da un ordine di cattura per la strage di Bologna, Belsito fugge in Libano per arruolarsi nella Falange Maronita. Fermato all’aeroporto di Beirut si sottrae all’arresto proprio fuggendo da una finestra.

Entrerà nelle file dei Nar proprio al suo rientro in Italia ricominciando con il ciclo delle rapine e, secondo l’accusa, sarà proprio lui a uccidere Luca Perucci, militante di Terza posizione considerato, dai Nar, un traditore. Belsito si troverà inoltre coinvolto nella sparatoria con la Polizia Stradale sulla Flaminia, all’altezza del Labaro, dove morirà Alessandro Alibrandi. Proprio per vendicare Alibrandi, il giorno dopo Belsito, assieme a Ciro Lai, sparerà in piazzale Ostiense, a Roma, a due carabinieri uno dei quali, Romano Radicimorì per le ferite riportate. Fuggito, Belsito sarà arrestato vent’anni dopo, nel 2001 a Madrid.

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