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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 10/02/2016  -  stampato il 04/12/2016


La Scuola di Polizia Penitenziaria di Cairo non deve diventare un carcere: M5S e Sappe contrari

Nuovo no secco del Sappe il sindacato autonomo di Polizia Penitenziaria al carcere nella scuola per agenti di custodia di Cairo Montenotte.

Spiega in una nota il responsabile del sindacato Donato Capece: “Il signor Briano insiste nel sostenere che all’interno della Scuola di Formazione e Aggiornamento della Polizia Penitenziaria di Cairo Montenotte è possibile costruire un carcere al posto dell’attuale campo di calcio.

Ciò non è possibile per ragioni di friabilità del terreno, criticità che un primo cittadino non può non sapere.

Di più, il signor Briano evidentemente ignora che in quell’area sono contigue abitazioni civili, i cui occupanti avrebbero una vista sull’ipotetico nuovo carcere, sulle celle, sui detenuti, sentendosi inevitabilmente violati nella loro privacy. E’ questo che vuole offrire l’Amministrazione comunale di Cairo Montenotte ai suoi cittadini?”.

E’ quello che sostiene Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo dei Baschi Azzurri, commentando un comunicato stampa del Signor Briano, sindaco di Cairo Montenotte.

“Non capisco la presunzione del signor Briano, che vorrebbe decidere le cose senza alcun coinvolgimento dei cittadini interessati (forse sfugge al medesimo che i poliziotti penitenziari sono parte integrante della comunità cairese da una vita).

Stia tranquillo e sereno: il sindacato fa il sindacato ma l’amministrazione comunale non è una monarchia assolutista, dove confronto democratico e partecipazione sono banditi.

Ascoltare i consigli dei diretti interessanti potrebbe essere utile al signor Briano, visto che si tratta di una materia delicata”.

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CONTRARIO ANCHE IL M5S

 “Impensabile realizzare un carcere dentro la scuola penitenziaria di Cairo Montenotte”. Così Andrea Melis, portavoce del MoVimento 5 Stelle in Regione Liguria, risponde alla proposta del sindaco di Cairo Montenotte, Fulvio Briano, di trasferire lì il penitenziario recentemente chiuso a Savona.

“Era sotto gli occhi di tutti come il carcere savonese di Sant’Agistino non fosse più nella condizioni di andare avanti – spiega Melis - Ma, prima di un intervento così brutale, quantomeno sarebbe stato necessario disporre di alcune celle per gestire gli arresti immediati ed evitare che i trasporti fuori città lasciassero il territorio cittadino meno presidiato dalle forze dell’ordine, per di più con un ingente aumento di costi”.

Il portavoce pentastellato chiude poi le porte all’ipotesi di trasferimento in Valbormida ventilata dal sindaco Briano. “Si tratta di una proposta irricevibile, oltreché impraticabile – aggiunge Melis – Oltre ad essere un fiore all’occhiello cittadino, la scuola penitenziaria di Cairo Montenotte non sarebbe minimamente in grado di rilevare le esigenze di un carcere come quello di Savona. Spiace che simili boutade arrivino da chi, per primo, dovrebbe conoscere il proprio territorio e difendere le sue eccellenze.

Anzi, rilanciamo chiedendo che si faccia un tavolo di confronto con tutti gli enti locali e le associazioni di categoria per trovare un’intesa al fine di valorizzare la struttura con ricadute economiche sul territorio”.

Venerdì Melis è stato in visita proprio alla Scuola penitenziaria cairese, ricavandone diversi spunti per un suo utilizzo a beneficio della collettività.

“Spesso si dice che non ci sono idee per utilizzare certi spazi, e invece qui le idee non mancano: c'è un teatro splendido, un’aula magna eccezionale, una palestra e molto altro ancora che potrebbe essere messo a disposizione dei cittadini. E chi dirige la Scuola sta facendo il possibile perché si possano attivare collaborazioni con strutture istituzionali e non. Un modo anche per abbattere i costi di manutenzione”.

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