www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 23/02/2016  -  stampato il 07/12/2016


Arresti domiciliari subordinati alla disponibilitÓ del braccialetto elettronico: deciderÓ la Cassazione a Sezioni unite

Corte di cassazione - Sentenza 5799/2016. Saranno le Sezioni unite a dire l'ultima parola sulla legittimità o meno di subordinare la scarcerazione alla disponibilità del braccialetto elettronico. La Corte di cassazione, con l'ordinanza 5799 depositata ieri, prende atto di un deciso contrasto su un tema nel quale sono in gioco diritti di rilievo costituzionale e rimette gli atti al primo presidente per l'assegnazione alle Sezioni unite.

Due gli orientamenti contrapposti. I fautori del primo ritengono, secondo un principio condiviso dalla sezione remittente, che l'adozione della cavigliera sia una modalità di esecuzione degli arresti domiciliari necessaria ed idonea a fronteggiare le esigenze cautelari. E il giudice può rifiutare la sostituzione della custodia in carcere per l'indisponibilità del dipositivo da parte della Polizia giudiziaria, senza per questo arrecare un vulnus ai principi costituzionali. L'impossibilità di concedere la scarcerazione senza controllo dipende, infatti, dall'intensità delle esigenze cautelari ed è pertanto "addebitabile" all'indagato.

Non meno consistente l'orientamento secondo il quale la prescrizione del braccialetto elettronico, non riguarda un giudizio di adeguatezza della misura, che è già evidentemente stato positivo, ma la capacità dell'indagato di autolimitare la propria libertà di movimento. Per questo va considerato illegittimo il provvedimento con il quale il giudice, pur ritenendo idonea la misura, subordina la scarcerazione alla reperibilità del dispositivo elettronico, quando il detenuto deve invece essere controllo con i mezzi tradizionali.

Il Sole 24 Ore