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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 15/02/2016  -  stampato il 08/12/2016


Evasione Rebibbia, Consolo: utilizzate tecniche per creare paura e reazioni spropositate nei cittadini

Investire sulla tecnologia nelle carceri per scongiurare il pericolo evasione. Proprio quella tecnologia che (forse) nel caso dell’evasione di Rebibbia non ha funzionato. È il pensiero di Santi Consolo, capo dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, cioè il vertice delle carceri italiane.

I fuggiaschi di Rebibbia avrebbero segato le sbarre di un magazzino e si sarebbero calati da un muro usando delle lenzuola, per poi darsi alla fuga a piedi sulla via Tiburtina

“Dichiarazioni non in linea con l’allarme”. È Consolo a prendere di petto l’argomento nel suo intervento. “I fatti di ieri sono stati attenzionati con un livello elevato all’opinione pubblica – ha esordito – e con dichiarazioni non in linea all’allarme. Ci sono tecniche per creare paura e reazioni conseguenti. Per prevenire il rischio che qualcuno scappi non possiamo tenere le persone in cella per 24 ore al giorno, in uno stato di sofferenza permanente”.

“A Rebibbia c’erano misure anti-scavalcamento”. La notizia dell’evasione aveva denunciato la presenza di 2 agenti per circa 150 detenuti nel reparto. Consolo corregge i numeri, ma non la sostanza: “I dati provvisori indicano che nel Padiglione G11 al momento dell’evasione c’erano più di 300 detenuti e forse 9 agenti presenti, ma sono in corso delle indagini”. Davanti alle telecamere, a margine dell’incontro, il magistrato appare più conciliante.

“Il numero dei poliziotti penitenziari - sottolinea - è effettivamente inadeguato e va potenziato. Soprattutto necessitiamo di maggiori fondi per un controllo e una vigilanza che si affida ai nuovi sistemi di allerta: anti-scavalcamento e allarmi vicino ai muri di cinta. Misure predisposte a Rebibbia: stiamo verificando come mai non c’è stato questo allarme che si sarebbe dovuto allertare. Bisognerà vedere se erano stati collocati a regola d’arte e se le manutenzioni sono state fatte correttamente”.

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