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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 16/02/2016  -  stampato il 04/12/2016


Tutti i "buchi" del carcere di Rebibbia: Agente in anonimato racconta le falle del sistema

Dal sistema di videosorveglianza disattivato all'anzianità degli agenti della penitenziaria. Dalla pratica della "battitura" soppressa alla guerra di numeri: poche unità a sorveglianza dei detenuti, secondo i sindacati di categoria; un rapporto superiore al resto d'Europa, secondo il ministero della Giustizia. Chi lavora ore e ore nelle varie sezioni del carcere, mantenendo l'anonimato, ci spiega tutte le falle di una casa circondariale che ha ospitato e ospita boss anche di spessore. Dove a suo dire «entra di tutto, da telefonini alla droga» e dove sostanzialmente «i padroni sono i criminali». Ecco quindi come è facile evadere dal carcere di Rebibbia.

LA VIDEOSORVEGLIANZA
Due anni fa nel carcere romano fu installato, per due milioni di euro, un sofisticato sistema di allarme con videosorveglianza a fotocellule. Qualche mese dopo però, data la sensibilità del sistema (l'allarme scattava di continuo anche per il volo di un uccello), questo fu disinstallato. Da un anno dunque Rebibbia non ha più un sistema di controllo del sistema esterno.

LA "BATTITURA" DEI FERRI
Fino a cinque anni fa le guardie penitenziarie ogni sera passavano cella per cella con una sbarra di ferro e le facevano scivolare contro le grate delle finestre. Dal rumore o dal cedimento si poteva capire se erano state manomesse. Ora non si fa più. Con due agenti a piano (i piani sono 4) nel turno notturno è impossibile aprile celle con 12 detenuti dentro.

ADDIO SENTINELLE ESTERNE
Da due anni a questa parte a causa dei tagli, il muro esterno di Rebibbia non ha più le due volanti di ronda esterne della penitenziaria. Se domenica sera ci fossero state, i due non sarebbero scappati.

LE POCHE E ANZIANE UNITA'
A Rebibbia l'età media degli agenti va dai 30 ai 50, costretti a turni massacranti, secondo il sindacato Sappe, pur di riuscire a coprire l'intero orario di servizio. I dati del ministero dicono però
 altro. In Italia ci sono circa 39mila agenti, a fronte di 52mila detenuti, una media superiore al resto d'Europa. In Germania, ad esempio, per 61mila detenuti ci sono 34mila poliziotti nelle carceri.

NESSUN CONTROLLO
Se ci fosse stato un controllo capillare dei locali dove i detenuti ogni giorno lavorano, i due non sarebbero evasi. Le grate del magazzino da cui sono passati i due romeni, incrociate in cinque punti, è impossibile segarle in un pomeriggio.

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