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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 17/02/2016  -  stampato il 08/12/2016


Nicola Gratteri e ruolo della Polizia Penitenziaria: pił videoconferenze e con soldi risparmiati dalle traduzioni assumere Poliziotti Penitenziari

In un'intervista a LINKIESTA Nicola Gratteri parla ancora della proposta di un maggiore utilizzo delle videoconferenze durante i processi e con i soldi risparmiati propone assunzioni nella Polizia Penitenziaria. 

INTERVISTA INTEGRALE A NICOLA GRATTERI

Angelino Alfano a Reggio ha detto che la nuova serie di attentati è segno della debolezza delle cosche. Chi sta vincendo, voi o loro?
Penso che stiamo pareggiando la partita. Per vincere davvero bisogna cambiare le regole del gioco. Come dicono nei teatri di guerra, bisogna cambiare le regole di ingaggio: il codice penale, il codice di procedura penale, l’ordinamento penitenziario, sempre nel rispetto della Costituzione. È necessario fare tante di quelle modifiche finché delinquere non sarà più conveniente. Sono tutte proposte che abbiamo messo nero su bianco nella Commissione voluta dal governo, che ho presieduto a titolo gratuito chiamando i migliori esperti sul campo (Commissione Gratteri, ndr).

Mi fa un esempio di quello che avete proposto?
In Italia ci sono 44mila uomini della Polizia Penitenziaria. Ogni giorno diecimila di questi vengono impegnati per trasferire i detenuti. Se a Reggio Calabria si tiene un processo con 40 imputati detenuti che devono rispondere di concorso in associazione di stampo mafioso, bisogna impiegare gli uomini che scortino fino a Reggio i detenuti di massima sicurezza, che in genere stanno da Roma in su. Nel tribunale di Reggio questi detenuti stanno insieme sette-otto ore. Qui hanno il tempo di incontrarsi, parlare, fare affari, trasmettere attraverso gli avvocati messaggi di morte o richieste di mazzette, minacciare i testimoni. Per otto-nove mesi vengono tenuti nelle carceri tra Reggio, Palmi e Vibo Valentia. Poi torneranno a Reggio magari dopo sette-otto mesi per l’appello. Questo giochino in tutta Italia costa 70 milioni di euro. Quello che abbiamo proposto noi è che tutti i detenuti di alta sicurezza sentiti a qualsiasi titolo, come indagati, testimoni, o anche se si devono separare, non vengano trasferiti, ma restino dove sono sfruttando le videoconferenze. Con una sola modifica si eviterebbe che i detenuti possano continuare a nuocere e minacciare e si risparmierebbero 70 milioni di euro l’anno. Immaginiamo quanti uomini della Polizia Penitenziaria potremmo assumere con questi soldi.

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