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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 06/10/2010  -  stampato il 07/12/2016


Judo World Cup, Bagnoli torna sul podio

Riapre il Centro Olimpico di Ostia e il Palafijlkam accoglie nuovamente la tappa romana di Coppa del Mondo, come sede naturale del judo italiano. Quest’anno cambia la collocazione temporale nel calendario, dalla primavera ad inizio autunno (2/3 ottobre), ma le Fiamme Azzurre confermano con questa manifestazione un feeling particolare: dalla storica vittoria di Francesco Bruyere (nella foto in alto), nel 2005, non è mai mancato l’appuntamento sul podio. Lorenzo Bagnoli scala il terzo gradino dei 90kg e – vista la concorrenza – sarebbe già un’impresa: brucia però l’unica sconfitta, subita in semifinale proprio da parte di Roberto Meloni. Il carabiniere romano, con il suo rientro all’agonismo, ha rimescolato le carte della categoria: che, finora, era rimasta saldamente in mano al nostro campione. Ci sta, perché Meloni può vantare un’esperienza che Bagnoli, con tutto il suo talento, deve ancora acquisire: in ogni caso l’allievo di Enzo De Denaro ha confermato una continuità di rendimento che i judoka azzurri raramente possono vantare. Il percorso del friulano parla di un filotto di vittorie dopo il primo turno passato per sorteggio: il tedesco Christophe Lambert, l’ucraino Quedjau Nhabali e il francese Anthony Laignes. Poi ci si è messo di traverso Meloni, che ha pagato duramente le energie spese nel durissimo match con Bagnoli e ha poi perso la finale con il russo Viktor Semenov. Bagnoli, nel frattempo, aveva conquistato il bronzo piegando lo svizzero Dominique Hischier, un po’ stagionato ma sempre estremamente competitivo.Un altro podio le Fiamme Azzurre l’hanno mancato di un soffio nei 66kg: Francesco Faraldo può tuttavia essere più che soddisfatto di aver dato una simile dimostrazione di efficienza dopo un periodo nel quale non tutto è filato per il verso giusto. Ed invece il campione della Polizia penitenziaria ha dimostrato fin da subito di essersi lasciato le difficoltà alle spalle, battendo in apertura di torneo un avversario di grande valore come il tedesco Adrian Kulisch. La vittima successiva è stato il belga Fabrice Flamand, anche lui uno da prendere con le molle, e poi addirittura l’ucraino Serhiy Drebot (vincitore quest’anno della prova di Coppa del Mondo a Lisbona). A questo punto sembrava che la strada per la finale fosse aperta: errore fatale, perché il francese Pierre Duprat – l’avversario della semifinale – sarà pure giovanissimo, ma può già vantare un titolo europeo juniores e il secondo posto di Vienna al debutto nella Coppa del Mondo dei “grandi”. E così Faraldo si è trovato relegato a combattere la finalina per il bronzo, perdendo dal francese di origine russa Dimitri Dragin e quindi dovendosi accontentare del 5° posto.Gli altri tre portacolori della Polizia penitenziaria hanno invece pagato dazio nell’incontro di ammissione ai quarti di finale, fermandosi così al 9° posto: in ogni caso, trattandosi di un torneo che metteva in palio punti per il ranking olimpico, anche questo piazzamento può tornar utile. Se Alessandro Bruyere, nei 73kg, ha subito lo stop da parte del polacco Tomasz Adamiec (in precedenza il torinese aveva battuto il francese Guillaume Chaine), qualche recriminazione può esserci sulla sorte di Francesco Bruyere negli 81kg dove l’altro azzurro Antonio Ciano ha colto il bronzo: il capitano delle Fiamme Azzurre ha battuto nel secondo turno il greco Pavlos Naraklov, ma poi ha trovato sulla sua strada il tedesco Sven Maresch, campione europeo “under 23” in carica. E il giovane rivale ha dimostrato di essere in grande giornata, andando poi a vincere il torneo in finale sul francese Alain Schmitt.Ha chiuso la serie di nostri rappresentanti Alberto Borin nei 100kg: per il gigante veneto un facile successo al debutto sul greco Nikolas Amvrosiadis, ma poi disco rosso quando si è trattato di opporsi al forte ucraino Artem Bloshenko.Le ragazze erano invece impegnate nello stesso fine settimana a Birmingham: per noi due rappresentanti nei 70kg, perché a Marisa Celletti si è unita la new-entry della Polizia penitenziaria Giulia Cantoni. E la ragazza emiliana si è disimpegnata a dovere, cogliendo un promettente 7° posto all’esordio con i nostri colori: Giulia ha battuto la neozelandese Moira De Villliers in un match decisamente combattuto, cedendo poi nei aquarti alla tedesca Barbara Bandel e, nel primo turno dei recuperi, all’altra teutonica Iljana Marzok. Invece Marisa Celletti non ha avuto grande fortuna nel sorteggio: subito di fronte la francese Marie Pasquet e poco da fare per la giovane trevigiana.

Fonte: polizia-penitenziaria.it