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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 22/02/2016  -  stampato il 05/12/2016


Stati generali esecuzione penale. Orlando: ad aprile concluderemo i lavori

A fine aprile si concluderà il lavoro degli "Stati generali dell'esecuzione penale" con un evento alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Lo annuncia il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, intervenendo all'incontro incontro Consiglio superiore della magistratura- Scuola Superiore della Magistratura, alla presenza del Capo dello Stato, su prospettive formazione magistrati.

"Il richiamo all'azione normativa ed organizzativa svolta per assicurare l'adeguamento del nostro sistema penitenziario ai principi enunciati dalla Corte dei Diritti dell'Uomo- dice il guardasigilli - mi consente di richiamare qui i lavori degli Stati generali che ho voluto promuovere e che volgono al termine. Per mesi, in questa innovativa procedura di consultazione pubblica, oltre duecento esperti e rappresentanti dell'associazionismo civile che ruota intorno al mondo del carcere, si sono raccolti intorno a diciotto tavoli tematici, per l'approfondimento dei punti più delicati e critici della materia dell'esecuzione penale. Anche in vista della revisione dell'ordinamento penitenziario".

L'iniziativa, tuttora aperta al dibattito pubblico, continua Orlando, "si concluderà nel prossimo mese di aprile, con un evento alla presenza del Presidente della Repubblica, a cui rinnovo la mia gratitudine. L'obiettivo ultimo è più ampia mobilitazione possibile della coscienza civile del Paese sul fronte di una percezione collettiva della pena e del carcere come strumenti di rieducazione e riparazione e nondi una mera retribuzione punitiva. Una consapevolezza essenziale per la stessa effettività della tutela della sicurezza collettiva.
Questo percorso - che ho appena illustrato nei suoi passaggi fondamentali dinanzi alla Commissione Giustizia della Camera e che illustrerò la prossima settimana in Commissione Giustizia del Senato - si doterà anche dei fondamentali contributi del Consiglio Superiore della Magistratura e della Scuola Superiore della Magistratura".

Secondo il ministro, "sarà questa un'ulteriore, concreta dimostrazione del valore della condivisione di modelli culturali nuovi e moderni, da parte di Istituzioni autonome ma tutte vocate all'incessante promozione dei valori identitari della Repubblica".

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