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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 23/02/2016  -  stampato il 03/12/2016


Hashish nell'evidenziatore, volontario del carcere cercava di aggirare controlli

Quello degli operatori volontari presso gli istituti di pena è un’opera importante. Abusare di questo ruolo, che dovrebbe essere di aiuto nella rieducazione del detenuto e non certo per elargire favori (tanto più se macchiati d’illecito), può portare a gravi conseguenze.

Proprio com’è avvenuto questa mattina a uno di loro, arrestato per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. I baschi azzurri in servizio presso il carcere di Borgo San Nicola di Lecce, infatti, hanno documentato il modo in cui stava cercando di cedere alcune dosi di hashish a un detenuto: tramite un pennarello evidenziatore. Sette grammi di sostanza erano stati infilati nella cavità.

L’operatore volontario, proprio in virtù del suo ruolo, aveva ottenuto un colloquio con il detenuto, ma all’osservazione attenta degli agenti di Polizia Penitenziaria non è sfuggito il passaggio del pennarello da una mano all’altra, peraltro con altri non consentiti dal regolamento carcerario, che così sono intervenuti con decisione, per vederci chiaro. Ed è bastato sondare dentro l’evidenziatore per trovare l’hashish. Per il recluso è scattato un deferimento alla Procura, mentre l’operatore volontario è finito in arresto, secondo quanto stabilito dal pm Donatina Buffelli.

In Italia il volontariato penitenziario si può svolgere da singoli, nell’ambito di un’associazione o di un gruppo di più associazioni. L’accesso viene però rilasciato a livello nominale a ogni singolo operatore. La disciplina di riferimento si fonda sugli articoli 18 e 78 dell’ordinamento penitenziario.“

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