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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 02/03/2016  -  stampato il 03/12/2016


Nessuna corruzione agli Agenti Penitenziari: i detenuti evasi da Rebibbia negano di aver dato soldi ai Poliziotti

Hanno ribadito al pm Silvia Sereni la loro versione dei fatti, spiegando che non ci sarebbe stata nessuna corruzione degli agenti della Polizia Penitenziaria alla base della loro evasione. Mihai Florin Diaconescu e Catalin Ciobanu, i due romeni evasi lo scorso 14 febbraio dal carcere di Rebibbia, dopo aver segato le sbarre di un magazzino nel quale lavoravano all'interno del penitenziario, hanno spiegato al magistrato di aver messo in atto la fuga senza l'aiuto di alcun agente.

"Non è stato corrotto nessuno -ha spiegato Diaconescu, assistito dall'avvocato Cristiano Brunelli - è stato Ciobanu a tagliare il seghetto le sbarre del magazzino dove lavoravamo. Il seghetto lo aveva avuto da un altro detenuto. L'idea della fuga è nata quasi per scherzo e io ne ho approfittato perché volevo la libertà". Di segno completamente opposto la versione fornita da Ciobanu, assistito dall'avvocato Andrea Palmiero.

"È stato Diaconescu a dirmi che sarebbe scappato e io ho approfittato di questa opportunità. Dopo aver scavalcato le mura ci siamo separati. Non c'è nulla di premeditato in quello che abbiamo fatto. L'ho fatto per disperazione. E' da tanto tempo che non vedo mia madre malata, che vive in Italia, e avrei voluto raggiungere anche mia moglie in Spagna. Poi ho capito che stavo sbagliando e ho preferito consegnarmi ai carabinieri. Mi sono pentito e lo ribadisco". Sulla presunta corruzione lo stesso Ciobanu ha affermato di "non sapere nulla di questa cosa". 

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