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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 05/03/2016  -  stampato il 02/12/2016


Patteggiano gli hacker che si sono introdotti nel sito web del SAPPE, dei Carabinieri e varie banche

Sono riusciti a violare i siti dei carabinieri, della polizia e di alcune banche, del SAPPE, ma anche quelli di esponenti politici di primo piano come Massimo D’Alema. Per questo il gup Donatella Pavone ha disposto due rinvii a giudizio e ha dato il via libera a sei patteggiamenti per otto hacker di Anonymous Italia, che tra il 2011 e il 2012, nel quadro di un’associazione a delinquere, si sarebbero resi responsabili di reati come l’accesso abusivo a sistemi informatici, il loro danneggiamento, la detenzione e la diffusione illecita di codici di accesso, l’interruzione di comunicazioni.

La morte di Calipari

L’esponente principale del gruppo è considerato Gianluca Preite, che sarà processato con Jacopo Rossi a partire dal 14 settembre. Preite, ingegnere informatico di 37 anni, è finito sul registro degli indagati a Roma anche per calunnia e simulazione di reato avendo raccontato ai pm titolari dell’inchiesta sulla morte di Nicola Calipari, ucciso a Baghdad dal fuoco amico dei militari Usa il 4 marzo del 2005, di aver intercettato, tramite web, una telefonata nella quale una voce italiana ordinava di sparare sulla Toyota che stava trasportando l’inviata del Manifesto Giuliana Sgrena all’aeroporto di Baghdad.

Le pene

I sei esponenti di Anonymous che hanno patteggiato dovranno invece scontare pene comprese tra i cinque mesi e un anno e otto mesi di reclusione. Tra gli accessi abusivi contestati, anche quelli nei confronti della società Vitrociset, dell’Enav, del sindacato autonomo di Polizia Penitenziaria, di una Capitaneria di porto e della Luiss.

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