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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 10/03/2016  -  stampato il 08/12/2016


Cucchi picchiato dai Carabinieri prima di essere preso in carico dalla Polizia Penitenziaria: le ipotesi della Cassazione

Stefano Cucchi «sarebbe stato aggredito da appartenenti all’Arma dei Carabinieri», prima di essere «preso in carico dagli agenti di Polizia Penitenziaria poi rinviati a giudizio». Lo scrive la quinta sezione penale della Cassazione, nella sentenza depositata oggi, ricordando alcune testimonianze raccolte nell’ambito dei processi di merito sul caso Cucchi.

57 pagine di motivazioni

La Suprema Corte, che con le sue 57 pagine di motivazione, spiega perché, lo scorso dicembre, decise di confermare l’assoluzione di tre Agenti della Penitenziaria e di disporre un processo d’appello bis nei confronti di 5 medici del Pertini. In particolare, i giudici di piazza Cavour ricordano le deposizioni dei due Assistenti della Polizia Penitenziaria, che si occuparono di Cucchi nel carcere di Regina Coeli, e di un’infermiera del Pertini, «i quali tutti hanno riferito - si legge nella sentenza - di avere appreso da Cucchi di essere stato picchiato dai Carabinieri».

La testimone

La Corte cita anche nelle sue motivazioni la testimonianza di una donna, che, nelle celle occupate dagli arrestati in attesa di partecipare all’udienza di convalida, aveva parlato con Cucchi «che presentava lividi sul viso, dal quale aveva appreso di essere stato picchiato dagli “agenti che lo avevano arrestato”». Infine la Cassazione pone in rilievo le testimonianze di alcuni Carabinieri che entrarono in contatto con Cucchi prima che fosse condotto in tribunale: «Tutti hanno concordemente riferito - si legge nella sentenza - che il ragazzo presentava sul volto dei segni (occhiaie, rossori, rigonfiamenti) compatibili con possibili percosse ricevute», come affermato «con disarmante sicurezza e semplicità» da uno dei testi (uno dei Carabinieri della stazione Casilina, che portarono Cucchi dalla stazione di Tor Sapienza in tribunale) che disse «era chiaro che era stato menato».

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