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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 11/03/2016  -  stampato il 04/12/2016


Il grande accusatore della Polizia Penitenziaria Andrea Fruncillo descritto dal quotidiano La Stampa

Le accuse sono pesanti: spaccio di droga, truffa ai danni dello Stato, ricettazione e spendita di banconote false. A finire in carcere, ma questa volta nelle scomode vesti di detenuto, un agente di Polizia Penitenziaria in servizio a Quarto.

E’ Andrea Fruncillo, 33 anni, addetto alle cucine della struttura; abita a Casaleggio, nel Novarese. Ad arrestarlo sono stati gli investigatori della squadra di polizia giudiziaria della procura su ordine del gip Alessandra Mainella. In manette è finita anche la compagna dell’uomo, Simona Ponta. Ora sono reclusi rispettivamente ad Alba ed Alessandria.

L’inchiesta sarebbe partita alcuni mesi fa da Novara: una segnalazione è stata inviata al pm astigiano Massimo Casucci, che ha dato il via agli accertamenti. Due detenuti avrebbero raccontato che se si pagava Fruncillo, la vita a Quarto diventava decisamente migliore: in cella sarebbero arrivate dosi di hashish e cocaina e bottiglie di superalcolici. 

Ma le indagini hanno rivelato anche altri aspetti «strani» del comportamento dell’agente: sarebbero stati riscontrati casi in cui il poliziotto avrebbe simulato malattie per godere di giorni di riposo non dovuti.

Fruncillo e la Ponta avrebbero inoltre fatto compere in alcuni negozi con assegni rubati e banconote da 50 euro false: elementi, questi ultimi, ancora tutti da decifrare. Ieri ad Alba si è svolto l’interrogatorio di garanzia di Fruncillo alla presenza del suo avvocato, Giangiacomo Dapino: «Il mio cliente ha solo aiutato disinteressatamente alcuni detenuti senza pretendere nulla in cambio».

Nel settembre 2004 era stato arrestato un altro poliziotto in servizio nella struttura: era accusato di essersi impossessato di denaro destinato ai detenuti. Tuttavia la casa circondariale è considerata da più parti una struttura modello nonostante i cronici problemi di sovraffollamento: sono 355 i detenuti invece dei 207 previsti, ma ci sono anche carenze di organico (175 agenti anziché i 254 necessari).

fonte: La Stampa - 2 febbraio 2006

 

 

L’unico elemento significativo della giornata di ieri è stata la presentazione, da parte dell’avvocato Alberto Pasta, di alcuni indizi a discarico degli imputati.

Da documenti del comando Polizia Penitenziaria di Quarto emergerebbe come il «grande accusatore», cioè l’ex agente «pentito» Andrea Fruncillo, sarebbe stato assente dal servizio in alcune delle settimane in cui sarebbero avvenute le violenze.

Non solo: ci sono prove documentali (certificati medici e tracciamenti di carte di credito) dalle quali si evidenzia come l’imputato Gianfranco Sciamanna si trovasse in ferie e in malattia nel Lazio nei giorni delle presunte aggressioni ai detenuti di Quarto.

fonte: La Stampa - 10 gennaio 2012