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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 14/03/2016  -  stampato il 05/12/2016


Poliziotto Penitenziario: Dottore, il detenuto ha l'AIDS? Non posso dirglielo, c' la privacy

«Dottore, ma il detenuto è sieropositivo?»; «Non posso dirglielo, c’è la privacy». È solo un esempio, ma serve per capire. Capire che all’interno del carcere di Vicenza (ma non solo) è in atto uno scontro tra due mondi che per ora parlano lingue diverse. Quella delle guardie carcerarie e quelle dei medici. Uno scontro fatto anche di minacce, intimidazioni ed esposti in procura.

La segnalazione arriva dall’associazione Nessuno tocchi Caino dopo l’incontro, qualche settimana fa, tra il responsabile della sanità penitenziaria del carcere di Vicenza, Stefano Tolio, il direttore del San Pio X Fabrizio Cacciabue e la delegazione del Partito Radicale formata dall'ex parlamentare Rita Bernardini, Maria Grazia Lucchiari, Fiorenzo Donadello e Rosalba Trivellin.

Tutto nasce dal passaggio nel 2008 del servizio di tutela della salute nelle prigioni dal ministero della Giustizia al Servizio sanitario nazionale. Con i detenuti che adesso sono considerati a tutti gli effetti come qualsiasi altro cittadino. E quindi con il diritto a privacy e assistenza.

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