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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 12/03/2016  -  stampato il 04/12/2016


Polziotto accusato di aver preso i soldi ai detenuti. Dopo la sua difesa perņ sono cambiate le regole dei vaglia

L’accusa è di essersi appropriato dei soldi che i parenti inviavano ai detenuti del carcere di Sulmona. Circa 1.800 euro che M. C. avrebbe trattenuto senza farli arrivare a destinazione. Una storia costata cara all’ex agente di Polizia Penitenziaria che l’altro giorno è comparso davanti al giudice per un’altra udienza che lo vede sul banco degli imputati con l’accusa di peculato. Contestazioni che l’uomo ha sempre rigettato sostenendo di non essersi mai appropriato di quei soldi anche perché all’epoca l’iter previsto per la consegna dei vaglia ai detenuti non consentiva i necessari controlli.

E che quindi non poteva essere certificato l’eventuale ammanco: il procedimento è ruotato attorno alla dichiarazione dei detenuti che sostenevano di non aver ricevuto soldi che i loro parenti avevano inviato con vaglia postali. C., difeso dagli avvocati Stefania Cantelmi e Carla Traficante, ha sostenuto che in carcere non esistevano atti sui quali registrare i vaglia in entrata e quelli che dopo la girata apposta dai detenuti, venivano messi all’incasso.

Tant’è che dopo l’avvio del procedimento giudiziario nei suoi confronti, il direttore del carcere ha provveduto a cambiare il regolamento. Nell’udienza, dopo aver ascoltato alcuni testimoni, il giudice ha deciso di rinviare il processo al 14 giugno.

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