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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 14/03/2016  -  stampato il 11/12/2016


In carcere con tre stanze, palestra, videogiochi e giardino, ma autore della strage di Utoia si lamenta di condizioni disumane

Ha a disposizione tre celle, una tv, una console per i video game e un cortile per fare ginnastica ma denuncia le sue condizioni carcerarie come disumane. Il protagonista è noto a tutto il mondo: si chiama Anders Behring Breivik, 35 anni, ed è lo spietato killer che nel 2011 in Norvegia uccise 77 persone. I sopravvissuti alla strage di Utoya sono ancora increduli: vedere il loro carnefice tornare in aula per sostenere che i suoi diritti umani sono stati violati sembra loro il colmo dei paradossi.

"Non leggerò i giornali questa settimana per la mia salute mentale - dice sconsolato Dag Andre Anderssen, vice leader del gruppo dei sopravvissuti al massacro, cerchiamo di andare avanti con le nostre vite ma per alcuni tornare indietro a quel momento può essere un trauma".

Breivik sconta una condanna a 21 anni di carcere per terrorismo e strage di massa. Il 22 luglio del 2011 le sue azioni sconvolsero la pacifica Norvegia quando fece esplodere un'autobomba ad Oslo e poi aprì il fuoco sui giovani di sinistra radunati per un campo vacanza ad Utoya. Otto persone furono uccise dall'esplosione e 69 dalle pallottole del cecchino.

Il killer non ha mai mostrato rimorso per le sue azioni descrivendosi, anzi, come un patriota e un nazionalista. Ha accettato la condanna senza presentare appello ma poi ha cominciato a lamentarsi della sua vita nelle tre celle di sicurezza che ha a disposizione. Le guardie carcerarie sono state accusate di "tortura a bassa intensità" per averlo sottoposto più volte a perquisizioni e per avergli impedito di avere contatti con altri estremisti di destra. Nel 2013 il terrorista minacciò lo sciopero della fame se non avesse avuto videogiochi migliori, un divano e una palestra più grande.

Nella causa si sostiene che le sue condizioni detentive violano la Convenzione europea sui diritti umani. Il governo ha respinto le accuse facendo notare che il detenuto ha tre celle a disposizione, una tv, una console per i video game e l'accesso a un cortile dove fare ginnastica.

"Non c'è nessuna prova che il querelante abbia avuto problemi fisici e mentali come conseguenza delle sue condizioni detentive" ha detto Marius Emberland, l'avvocato del governo.

L'isolamento di Breivik è dovuto all'intenzione, dichiarata più volte, di usare la detenzione per costruire un network estremista. In un manifesto pubblicato online prima della strage il killer diceva che "i combattenti per la resistenza patriottica devono considerare la prigione come un periodo di allenamento da cui trarre più forza di prima".

Durante il processo la stampa internazionale aveva più volte stigmatizzato l'eccessivo rispetto mostrato dalle autorità nei confronti del terrorista cui era permesso entrare nell'aula di tribunale con sguardo di sfida salutando a pugno chiuso il pubblico e di leggere vaneggianti dichiarazioni politiche. Ma i norvegesi avevano replicato che Breivik aveva diritto allo stesso trattamento di qualsiasi altro imputato. Una linea appoggiata anche dalla maggioranza dei sopravvissuti alla strage. Per questo oggi la protesta del detenuto appare ancora più incredibile.

Corriere della Sera