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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 18/03/2016  -  stampato il 02/12/2016


Poliziotto divorato dai debiti finisce in carcere per rapina: la sua storia in un libro

La storia è degna d'un romanzo d'appendice di Victor Hugo o di Alexandre Dumas: unpoliziotto della squadra antiterrorismo che vede la propria vita andare in frantumi, divorzia dalla moglie e finisce nel vortice dei debiti.

Per uscire dalle grinfie degli usurai prende l'arma d'ordinanza e inizia a rapinaresupermercati. Quindi viene arrestato ma in carcere si redime e si confessa in un libro che racconta la sua storia.

Protagonista di questo racconto avvicente è Daniele Lama, cinquantenne pisano autore del romanzo "Da grande voglio fare il tenente Colombo", pubblicato da Medea nel 2013. Un lavoro in polizia dal 1990, alla squadra antiterrorismo della Digos: quindi il divorzio, con lespese che continuavano ad aumentare. Poi, la voragine dei debiti.

"Prima il dolore per la fine del mio matrimonio - racconta Lama a La Stampa- poi la vergogna di non riuscire nemmeno a far quadrare i conti: facevo tre lavori insieme, tra polizia, organizzatore di eventi e la ditta edile di mio padre. Sono andato avanti così quindici anni: fino a che la testa non mi ha lasciato."

"Non sapevo a chi rivolgermi, cercando online trovavo solo altre finanziarie disposte aprestarmi altri soldi. Ho scritto a tutti, al Presidente della Repubblica, a Laura Boldrini, che rimase molto colpita dalla mia storia, al Ministro della Giustizia, al Papa".

Così sono iniziate le rapine, con la pistola usata in servizio. In un supermercato di Lucca però è arrivato l'arresto, seguito dalla detenzione in carcere. Dove, grazie all'aiuto dellopsicologo del penitenziario, è nato il libro "Bolle di affanno, come uscire dai debiti". L'obiettivo è quello di raccontare la propria esperienza per aiutare chi si trova nella stessa situazione.

Con la consapevolezza che riprendersi non è facile, ma che sapendo riconoscere i propri errori la vita va avanti. "Quando sono uscito dal carcere - racconta Lama - ero sicuro che avrei passato la mia vita solo. Invece ad aspettarmi c’era mia figlia, che mi ha detto: “Che cosa hai perso papà? I soldi? Quelli non li hai mai avuti, ma avrai per sempre me”. Ringrazio lei, la mia compagna, e miei amici, con cui non ho mai trovato il coraggio di confidarmi, ma ora mi sono vicini."

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