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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 21/03/2016  -  stampato il 10/12/2016


Riacciuffato l'ex della mala del Brenta: era evaso dai domiciliari a dicembre

Il blitz scatta prima dell'alba di venerdì: gli agenti della squadra mobile di Padova, con la collaborazione dei colleghi della mobile di Venezia, hanno catturato e arrestato Ercole Salvan, veneziano di 53 anni, latitante ed ex membro della Mala del Brenta. Le manette sono scattate per evasione e perché da tempo ricercato: su di lui pendeva un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emesso dalla procura di Padova.

L'ultima volta che "Ercolino" era finito in carcere era stato il 19 ottobre, dopo che era stato sorpreso in flagranza insieme a due complici mentre preparava una rapina in banca a Villatora di Saonara (Padova). I tre erano stati fermati, armi in pugno, pronti per entrare in azione in un'agenzia della banca di Credito Cooperativo di Sant'Elena. Lui era rimasto in cella per pochi giorni, poi la sospensione della pena carceraria gli aveva permesso di essere trasferito ai domiciliari, a Sant'Angelo di Piove di Sacco. Da casa, però, era fuggito lo scorso 29 dicembre - sapendo che sarebbe tornato in carcere per scontare il cumulo pene - rendendosi latitante.

Il covo dove si nascondeva il 53enne è stato individuato in via Oriago a Chirignago: oltre un cancello carraio ed un ampio cortile interno, vi si trova un edificio che ospita al piano terra un ex salumificio e a quello superiore un'abitazione. Il blitz, avvenuto alle 3, ha visto impegnati 15 poliziotti ed è durato appena 6 minuti. Massimo il livello di cautela adottato dalle forze dell'ordine, visto che il delinquente non è nuovo a reazioni anche violente: gli agenti hanno sfondato il portone d'ingresso al piano terra con un ariete, poi si sono portati al piano superiore e hanno fatto lo stesso con un'altra porta, trovando il latitante nella stanza. Con lui c'era I.G., 65enne di origine lombarda ma lì residente, commerciante nel settore dei salumi: è stato arrestato per favoreggiamento e posto agli arresti domiciliari, di fatto era l'affittuario che gli dava ospitalità.

Non si tratta del solo rifugio rimediato da Salvan nel corso della sua latitanza (su questo aspetto della vicenda sono in corso ulteriori indagini). L'uomo, favorito dall'appoggio di amici e familiari, negli ultimi mesi avrebbe trovato altri covi in cui nascondersi e avrebbe continuato a frequentare Chirignago e il Piovese. Indagini sono in corso per risalire ad eventuali altri nascondigli.

Salvan è uno degli storici collaboratori della banda di Felice Maniero, con numerosi precedenti per rapina e diverse accuse di omicidio, da cui però è stato sempre assolto. Tra gli episodi che hanno segnato la sua lunga carriera criminale quello più noto resta un inseguimento lungo l'autostrada Valdastico alla fine degli anni Novanta, in cui rimase ferito ad un gluteo da un proiettile. Ora, portato al carcere Due Palazzi di Padova, deve scontare 7 anni e 3 mesi come cumulo pene per una serie di rapine a furgoni portavalori.

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