www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 21/03/2016  -  stampato il 06/12/2016


Carcere di Ferrara: detenuti tutelati pił dei Poliziotti, scollamento anche tra i vertici e gli Agenti

“Chiediamo di essere tutelati, vogliamo che la legge venga fatta rispettare in carcere così come avviene fuori”. Il Sindacato autonomo della Polizia Penitenziaria (Sappe), per mano del suo segretario provinciale Roberto Tronca, denuncia una situazione di “criticità” e “tensioni” per gli operatori del carcere dell’Arginone.

“Duole dover rappresentare che presso l’istituto penitenziario si avverte tra le varie figure professionali un clima di particolare tensione – scrive Tronca in una nota stampa – che determina non solo forti difficoltà nei rapporti di interazione personale ma si riverbera anche nella quotidiana operatività”.

Il grido di dolore arriva dopo “una recente visita presso l’istituto ferrarese”, durante la quale “si è avuto modo di constatare la forte delusione di alcune figure professionali che rivendicano la quasi totale assenza di tutela per circostanze che hanno avuto come loro epilogo la semplice redazione di relazioni di servizio inviate a superiori uffici senza l’adozione di provvedimenti in loco atti a supportare la delicata posizione di appartenenti al corpo. Si lamenta la scarsa vicinanza dei ruoli apicali del corpo – continua Tronca – nei cui confronti si chiede sin da subito un’inversione di tendenza e un’apertura al dialogo, fonte inevitabile di un ripristino di rapporti tendenti ad una fattiva collaborazione e ad una vicinanza delle tematiche attinenti al servizio giornaliero nonché o status operativo dei poliziotti penitenziari”.

Insomma, una “situazione di malessere percepita dalle segnalazioni pervenute a questa organizzazione sindacale”, che induce Tronca a chiedere “una seria riflessione sulle attuali criticità riscontrate presso la Casa Circondariale di Ferrara” e “un’immediata convocazione con i vertici regionali e centrali dell’Amministrazione Penitenziaria, al momento gli unici in grado di intervenire e risolvere la delicatissima situazione in cui versa attualmente l’Istituto, non meritevole di trovarsi un clima lavorativo tendente a forte criticità, inasprite da una deprecabile e scarna vicinanza tra diverse figure professionali”.

Contattato da Estense.com, Tronca spiega le difficoltà da parte degli operatori nel gestire alcune situazioni difficili: “Ci facciamo in quattro per aiutare, perché ci sono situazioni difficili che la gente fuori non vede o non vuole vedere. Però c’è una difficoltà quotidiana nel gestire alcuni detenuti, perlopiù extracomunitari, che non hanno nessun rispetto per le regole, ma vengono tutelati più loro che noi. Se chi sta sopra non ci trasmette sicurezza, che non si significa coprire chi sbaglia, allora si crea un clima di tensione sia tra operatori che tra operatori e detenuti”.

estense.com