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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 23/05/2010  -  stampato il 11/12/2016


Verona, festa della Polizia Penitenziaria "carcere pił utile alla societą"

Festa della polizia penitenziaria. E stavolta è stata festa davvero, fuori delle grigie mura del carcere, dentro quelle di Castelvecchio, grazie alla dottoressa Paola Marini e l'assessore Mimma Perbellini, che hanno fatto in modo che ciò accadesse. Il nuovo direttore Antonio Fullone ha voluto celebrare il 193esimo anniversario di fondazione del Corpo in città, perchè come ha sottolineato lui, «il carcere dev'essere parte integrante e viva della città e della comunità cui appartiene. Può esserlo anche interpretando e aggiornando le istanze che provengono dalla società, la sua richiesta di maggiore sicurezza e la necessaria attenzione alle vittime del reato, mai rinunciando al suo mandato istituzionale».
Non è uno di quelli che si nasconde davanti ai problemi, il direttore Fullone. E i dati da inferno dantesco li snocciola senza timore: venerdì nella struttura di Montorio erano presenti 955 detenuti (82 le donne). Cinquanta le nazionalità rappresentate. Nel corso del 2009 da qui sono transitate 2.500 persone. E il dato per l'anno in corso verrà superato. Per sei volte qualcuno ha tentato di far entrare droga. Non calcolabili per l'esorbitante numero gli interventi di sostegno e soccorso.
La penitenziaria ha compiuto anche un arresto per spaccio all'interno del carcere e ha denunciato 66 persone per reati vari consumati all'interno della struttura.
La casa circondariale di Montorio, inaugurata nell'aprile 1995 ha una capienza tollerabile di 723 detenuti. Vi lavorano 340 unità di polizia penitenziaria (303 quelli attualmente presenti) a fronte di un organico fissato nel 2001 di 407 unità. Il nucleo traduzioni e piantonamento ne conta 21.
«Questa festa cade in un momento di grande fermento e di grande difficoltà per il mondo penitenziario», ha detto il direttore, «è di attualità il dibattito sulla giustizia, sulla pena, sull'esigenza di un ripensamento sui suoi fini. È scottante quotidianità l'ennesima emergenza di sovraffollamento. Nella nostra struttura c'è una carenza di organico che supera il 30% rispetto a quello previsto».
Il direttore ha sottolineato che i primi mesi del suo mandato sono stati spesi nel costruire o perfezionare l'integrazione con le istituzioni locali, con il servizio sanitario, con l'università, con la scuola, ma anche con il mondo produttivo locale: «Sono convinto che questa sia l'unica strada da perseguire per ottenere un carcere più utile alla società che sappia finalmente distinguere l'etica della convinzione dall'etica delle conseguenze», ha rimarcato il direttore.
Fullone ha inoltre sottolineato che fondamentale resta il consolidamento dei rapporti con la magistratura a partire da quella di Sorveglianza e con le altre forze dell'ordine in un'ottica di sempre maggiore e necessaria integrazione e collaborazione. 
di Alessandra Vaccari

Fonte: larena.it