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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 23/03/2016  -  stampato il 10/12/2016


Terrorismo islamico, Ministro Orlando: la Polizia Penitenziaria non in grado di capire gli stranieri

In Italia le leggi antiterrorismo ci sono, "abbiamo istituito la procura nazionale", "da noi oggi vengono punite condotte che in altri paesi non sono punite. Il decreto anti terrorismo permette di intervenire anche quando le condotte non sono ancora esplicitamente  terroristiche. Puniamo le forme di incitamento, di propaganda, siamo in grado di intervenire anche soltanto quando un soggetto ponga in essere comportamenti che anticipano l'azione terroristica". Lo afferma il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, in una intervista al Foglio. 

In Francia le carceri sono luoghi di proselitismo islamista, e in Italia? "Il carcere è un luogo dove la propaganda d'odio trova amplissima audience. Circa diecimila detenuti provengono da paesi di fede musulmana. Il rischio esiste. Noi garantiamo l'acceso al culto nelle carceri. Si è dimostrato che dove questa possibilità è negata c'è più probabilità di radicalizzazione. Ma controlliamo, e vigiliamo sull'attività di culto".

Inoltre aggiunge che "c'è da migliorare la dimensione delle carceri. Abbiamo bisogno di più mediatori culturali. La Polizia Penitenziaria non è del tutto in grado di capire i fenomeni le che si determinano nelle comunità straniere. Ci vogliono più specializzazioni. Siamo di fronte a un fenomeno nuovo". Inoltre sottolinea che tra i detenuti in Italia "i terroristi sappiamo come trattarli. Per i fiancheggiatori il problema è come fargli scontare la pena. 

Vanno tenuti in strutture in cui si rischia facciano proselitismo? Vanno isolati? Esiste la rieducazione? E' un tema delicato, su cui si stanno interrogando tutti in Europa".

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