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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 25/03/2016  -  stampato il 07/12/2016


Poliziotta penitenziaria aiuta ad evadere il siriano stupratore: arrestati tutti e due questa mattina a Bergamo

Un 27enne siriano e una 32enne svizzera sono stati arrestati dai carabinieri di Romano di Lombardia (Bergamo), in collaborazione con i militari del Ros di Milano, rispettivamente per evasione e favoreggiamento dell'evasione. Entrambi ricercati, il 27enne era evaso dal carcere di Limmattal, vicino a Zurigo in Svizzera, dove era detenuto per diversi reati sessuali e di violenze contro la persona; la 32enne, invece, è una poliziotta penitenziaria svizzera: secondo l'accusa avrebbe favorito l'evasione la notte tra l'8 e il 9 febbraio scorso. Le manette sono scattate di prima mattina su esecuzione di un mandato di cattura internazionale emesso dalle autorità elvetiche.

Per i Ros alla base della fuga dal carcere ci sarebbe la storia d'amore tra la coppia: si erano conosciuti nella casa circondariale di Limmattal, dove lui era detenuto da oltre 2 anni per una pena di 4 totali, e lei lavorava come poliziotta penitenziaria. Il comandante colonnello dei Ros di Milano Paolo Storoni non esclude che la destinazione finale fosse il Medioriente. "Alcune telefonate fatte dal 27enne in Austria e Germania fanno pensare che i due volessero tornare nelle sue terre d'origine. La fuga potrebbe essere iniziata proprio per raggiungere insieme il Medioriente", spiega Storoni. Secondo quanto raccontato ai carabinieri dall'ex marito della 32enne, lasciato dalla donna dopo che si era innamorata del carcerato, lei negli ultimi tempi avrebbe mostrato delle simpatie per la religione islamica. Questa notte sono intervenuti 40 uomini delle forze dell'ordine per trovare la coppia. Si nascondevano da almeno due settimane in un appartamento al settimo piano di un palazzo di via Duca d'Aosta 37 a Romano di Lombardia. Il blitz è scattato tra le 3.30 e le 4, con l'intervento degli elicotteri.

I militari hanno dovuto sfondare la porta d'ingresso dell'abitazione e sono serviti quattro carabinieri per bloccare la donna, atleta di karatè che non ha mostrato alcun segno di collaborazione. Successivamente all'evasione i due erano riusciti ad attraversare il confine e arrivare a Romano di Lombardia con l'automobile della donna, e dopo una sosta a Como si erano diretti nella bergamasca dove, secondo la prima ricostruzione, la poliziotta penitenziaria aveva alcuni contatti tra la comunità slava per le sue origini balcaniche. Tutto lo stabile, un condominio di 9 piani con 36 appartamenti abitato per lo più da arabi e slavi, è stato ispezionato alla ricerca dei due fuggiaschi, di armi e di qualsiasi altro elemento necessario per risolvere il caso.

I PRECEDENTI DEL SIRIANO

Giunto in Svizzera nel 2010 come richiedente asilo, l'uomo è stato più volte condannato sempre per reati a sfondo sessuale. Il più grave risale al 23 novembre 2014, quando abusò di una 15enne al di fuori di un locale a Schlieren. Nonostante dichiarò che il rapporto fu consenziente, venne condannato a 4 anni di carcere per violenza carnale. 

Gli altri precedenti - Nel 2012, invece, Kiko avrebbe invitato una 19enne svizzera nella sua camera al centro rifugiati di Eschlikon per un taglio di capelli (di professione è parrucchiere). Invece avrebbe minacciato la ragazza con un oggetto contundente alla gola obbligandola a un rapporto. 

Nel giugno 2014, infine, fu condannato a 42 mesi per tentato stupro ma, a causa dei continui ricorsi del 27enne, che è andato fino al tribunale federale, non è finito in prigione. Sei mesi dopo, lo stupro della 15enne e il carcere dove ha conosciuto Angela.

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