www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 26/03/2016  -  stampato il 09/12/2016


Carcere di Livorno, arriva la terza branda: il DAP prende in giro anche il Garante detenuti

Situazione critica nella sezione di alta sicurezza del carcere delle "Sughere". Tutto è precipitato in pochi mesi. A novembre si salutava con soddisfazione il fatto che le celle del nuovo padiglione (sette anni di attesa) avessero solo due brande. Spazio adeguato quindi per i detenuti come da leggi europee (l'Italia era stata condanna dalla corte Ue). Poi l'improvviso arrivo della terza branda, ma con rassicurazioni che non sarebbe stata utilizzata. Invece a dicembre ecco i primi 4 arrivi e poi, nonostante la rassicurazione formale che tutto sarebbe stato fermato - con tanto di firma di circolare da parte di Santi Consolo, capo del Dap (dipartimento dell'amministrazione penitenziaria) - l'arrivo di altri detenuti. Sedici in tutto. E con la prospettiva che si possa arrivare a 48, che significa 156 detenuti potenziali contro il massimo di 120 previsti per questa sezione. Lo ha raccontato Marco Solimano, garante dei diritti dei detenuti a Livorno.

«Queste persone fino ad ora hanno solo protestato in modo tutto sommato civile, ma già gli agenti sono dovuti intervenire con gli strumenti che hanno a disposizione: isolamento; denunce per resistenza; niente campo sportivo per tre giorni. Parliamo di diritti e di persone che sono consapevoli dei gravi reati fatti ma che in queste celle dovranno restare ancora per molto, molto tempo. Qui ci sono ragazzi tra i 38 e i 40 anni, che hanno già scontato almeno 10-12 anni per delitti legati a organizzazioni criminali e ne hanno ancora 30 o 40 da passare dentro». Solimano, sostenuto anche dalla vicesindaco Stella Sorgente, ha spiegato che il carcere ha già dei problemi, quali la chiusura di ben due padiglioni - lavori assegnati pochi giorni fa - con una cucina nuova che non si sa perché ancora non si può utilizzare e anche il nuovo reparto ha delle gravi pecche.

«Sicuramente le celle rispondono agli standard previsti - continua- ma gli spazi di socialità sono stati progettati in modo assurdo. I passeggi sono stretti e non ci si può neppure giocare a calcio. Pensate cosa succederebbe nel caso ci fosse sovraffollamento come si sta rischiando di creare con la terza branda nelle celle... Qui non chiediamo privilegi, ma solo il rispetto di quelle che sono le leggi e i riferimenti per un carcere moderno. La situazione è veramente a rischio. Basta niente in questi casi per far sì che accada qualcosa di grave, per questo io vado lì spessissimo».

La situazione delicata è stata conferma anche dall'avvocato Ettore Puppo della camera penale di Livorno e dall'allenatore della squadra di calcio dell'AS3 Pino Burroni. Presenti alla conferenza stampa anche il presidente del consiglio comunale Marco Esposito, Marco Cannito di Città Diversa, Marco Valiani del Gruppo Misto, Marco Bruciati di Buongiorno Livorno e vicepresidente della V commissione (politiche sociali) che terrà una seduta in carcere dopo Pasqua. In consiglio comunale il 4 aprile verrà votata una mozione presentata da Bl proprio sulla situazione precedentemente descritta, inoltre verranno chieste al Ctt più corse dei bus verso il carcere; e la rimozione della grate alle finestre delle celle che impedisce quasi di poter veder fuori. I capigruppi in accordo con Solimano hanno deciso inoltre di incontrare il nuovo provveditore regionale ai carcere Martone per discutere della situazione delle "Sughere".

iltirreno.gelocal.it