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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 31/03/2016  -  stampato il 10/12/2016


Carceri Sardegna, il nuovo Provveditore applica le circolari sui dipendenti: proteste dal comparto ministeri

“Cancellati i distacchi per motivi di famiglia agli Educatori con il conseguente loro rientro nelle sedi di assegnazione, obbligatorietà della pausa di mezz’ora nel corso della giornata lavorativa con recuperi pomeridiani due volte la settimana, tagli nell’utilizzo delle auto di servizio per gli spostamenti dei Direttori. E’ iniziata all’insegna dell’applicazione rigida delle circolari la nuova gestione del Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria, suscitando però polemiche tra il personale con negative ripercussioni sul piano della serenità nel lavoro”. Lo afferma Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme”, che “ha ricevuto diverse segnalazioni in merito alle novità nella gestione del personale introdotte dal Provveditore dell’Amministrazione Penitenziaria Maurizio Veneziano”.

“I distacchi per motivi di famiglia accordati in occasione di maternità o per far fronte a problemi legati alle condizioni di figli o genitori con gravi patologie vengono accordati di norma per un periodo limitato di quattro mesi a cui può tuttavia seguire una deroga per un analogo periodo di tempo. La realtà però talvolta – sottolinea Caligaris – è meno lineare rispetto a ciò che è stato previsto dalla prassi regolamentare. In molte circostanze infatti il buon senso suggerisce ulteriori deroghe. Ciò quando si è in presenza di neonati o di figli o genitori disabili oppure in considerazione delle distanze e delle difficoltà a raggiungere le sedi più disagiate nonché per la oggettiva opportuna razionalità di svolgere l’attività in un Istituto affollato piuttosto che in uno con pochi detenuti”.

“In situazioni particolari come quella di Cagliari-Uta, la cancellazione dei distacchi degli Educatori – evidenzia la presidente di SDR – ha determinato una drastica riduzione dei funzionari. Attualmente infatti sono soltanto nove, uno dei quali è il responsabile dell’Area e un altro si occupa in modo esclusivo delle attività legate alla Biblioteca. La questione non è di secondaria importanza se si considera che nella Casa Circondariale di Cagliari sono ristrette circa 600 persone ed è stato necessario introdurre la quarta branda in alcune celle avendo superato abbondantemente i posti regolamentari”.

“Ciò che lascia interdetti è come si possa conciliare il recupero sociale rieducativo dei detenuti con un numero così esiguo di Educatori e con gli Agenti della Polizia Penitenziaria ridotti all’osso, senza contare che molti di loro hanno ormai raggiunto il limite d’età e sono in procinto di andare in pensione. Anche l’organizzazione interna dell’Istituto relativamente agli orari appare troppo rigida, anche perché occorre considerare oggettivamente la compatibilità tra impegni familiari, distanze e disponibilità di mezzi propri per raggiungere la sede. Difficile – conclude Caligaris – conciliare le problematiche individuali senza un ampio uso del buon senso. Che dire poi delle limitazioni nell’uso dei mezzi di servizio per i Direttori? L’auspicio è che si guardi maggiormente ai risultati del lavoro piuttosto che irrigidirsi sull’applicazione di circolari peraltro non sempre adeguate alle circostanze oggettive delle diverse aree territoriali”.

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