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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 02/04/2016  -  stampato il 03/12/2016


Ilaria Cucchi si candida a Sindaco di Roma: me lo chiede tanta gente

Una candidatura che potrebbe sparigliare la corsa al Campidoglio. Ilaria Cucchi, in un'intervista esclusiva rilasciata a Giovanni Tizian de L'Espresso, si è detta pronta a candidarsi a sindaco di Roma. Lo ha fatto rivelando il pressing che "diverse persone" hanno fatto nei suoi confronti. Una candidatura che arriva il giorno dopo il no di Marino. Il marziano aveva parlato di un profilo civico da scegliere insieme ai suoi sostenitori e la Cucchi appare in linea con questo identikit.

Già perché Ilaria Cucchi si disegna come lontana dai partiti, espressione di idee, quelle per la legalità, per l'uguaglianza e per i diritti che aggregano soprattutto a sinistra. Ecco quindi che, a neanche un'ora dall'uscita dell'intervista, qualche esponente oggi impegnato poco convintamente nel progetto Sinistra italiana, pur non uscendo allo scoperto in maniera esplicita, al telefono con RomaToday si dice pronto a sostenerla. 

La Cucchi non si candida ufficialmente ma con ragionamenti abbastanza evidenti giunge a quella conclusione. "Ultimamente diverse persone mi hanno chiesto di impegnarmi fattivamente, fino addirittura a chiedermi di candidarmi a Sindaco di Roma. La cosa mi ha fatto sorridere ma poi ci ho riflettuto e mi sono chiesta: a prescindere dalle competenze politiche, che cosa potrebbe convincermi  ad accettare questa sfida?". E questa sfida è "quella di partire dal rispetto della legge e dal principio di uguaglianza".

Candidata, ma con chi? Impegnata nel 2013 con "Scelta civica" tra le cui fila fu candidata in Parlamento, la Cucchi risponde: "Quando parlo di diritti umani parlo del diritto di libertà, diritto all'integrità fisica, alla salute, all'istruzione e ad una vita dignitosa. Diritto ad avere ciascuno le proprie opportunità. Legalità vuol dire non prevaricazione. Legalità vuol dire rispetto per i più deboli e comporta un'idea di sicurezza ben lontana da quella che vedo spesso propagandata in questi giorni. Sicurezza vuol dire rispetto della legge, vuol dire lottare contro l'emarginazione, non favorirla. Sicurezza vuol dire che la legge deve essere uguale per tutti, anche per coloro che hanno responsabilità di potere e di ruoli. Tutto questo io credo che manchi a Roma, e non solo a Roma". 

Chi la sosterrà?, le chiede Tizian. E lei risponde: "Tante persone quotidianamente mi invitano a non mollare, ad andare avanti, facendomi capire che la frustrazione da noi subita è la stessa frustrazione che spesso il cittadino prova quando si trova a fare i conti con uno Stato che fa poco o nulla per farlo sentire partecipe di un qualcosa di molto più ampio ed importante, ma che spesso si fa percepire come un vero e proprio nemico". 

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