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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 05/04/2016  -  stampato il 06/12/2016


No a sesso per i detenuti in carcere, Sappe: chi se lo merita puņ andare in permesso premio

Lo afferma Donato Capece, segretario generale del SAPPE, sindacato autonomo Polizia Penitenziaria, commentando gli esiti del risultato del tavolo tematico voluto dal ministro della Giustizia che si è occupato dei problemi legati al riconoscimento e all'esercizio del diritto all'affettività del detenuto. "Intanto va precisato che gli esiti dei lavori degli Stati generali sull'esecuzione della pena sono suggerimenti e proposte ma non certo imposizioni inderogabili. Questi suggerimenti e queste proposte dovranno poi essere eventualmente valutate dall'autorità politica confrontandosi con chi rappresenta le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria che in carcere lavorano 24 ore al giorno e che le dinamiche penitenziare conoscono bene, come il SAPPE", precisa Capece.

E, sul tema specifico dell'affettività in carcere, aggiunge: "Si introduca il principio di favorire il ricorso alla concessione di permessi premio a quei detenuti che in carcere si comportano bene, che non si rendono cioè protagonisti di eventi critici e che durante la detenzione lavorano e seguano percorsi concreti di rieducazione. E allora, una volta fuori, potranno esprimere l'affettività come meglio credono". Per Capece e il SAPPE altri sono gli interventi urgenti per fronteggiare la costante situazione di tensione che si vive nelle carceri italiane: "Sesso in carcere? Nel 2015 - aggiunge il leader nazionale del primo Sindacato della Polizia Penitenziaria, il SAPPE, - abbiamo contato nelle carceri italiane 7.029 atti di autolesionismo, 956 tentati suicidi sventati in tempo dalla Polizia Penitenziaria, 4.688 colluttazioni, 921 ferimenti. 7 sono stati le evasioni da Istituti penitenziari. Le carceri dunque sono ad alta tensione e scoppiano: ma per gli Agenti di Polizia Penitenziaria, sempre più al centro di violenze assurde e ingiustificate. Alla teoria di chi parla di carceri conoscendoli poco, ossia dalla parte della Polizia Penitenziaria, vogliamo rispondere con la concretezza dei fatti. Che parte da un dato incontrovertibile: la Polizia Penitenziaria continua a tenere botta, nonostante le quotidiane aggressioni".

"I problemi del carcere sono reali, come reale è il dato che gli eventi critici nei penitenziari sono in aumento da quando vi sono vigilanza dinamica e regime aperto per i detenuti. E nonostante la Polizia Penitenziaria sia carente di 8mila agenti in organico la Legge di stabilità ha bocciato un emendamento che avrebbe permesso l'assunzione di almeno 800 nuovi Agenti, a partire dall'assunzione degli idonei non vincitori dei precedenti concorsi, già pronti a frequentare i corsi di formazione. È sotto gli occhi di tutti che servono urgenti provvedimenti per frenare la spirale di tensione e violenza che ogni giorno coinvolge, loro malgrado, appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria nelle carceri italiane, per adulti e minori". conclude Capece.

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