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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 06/04/2016  -  stampato il 08/12/2016


Setola dei casalesi comunicava dal carcere e riceveva soldi, ma per la Cassazione non va condannato

Non vengono condannati in Appello, semplicemente per un presupposto tecnico giuridico sancito dalla Cassazione, che stabilisce che un soggetto non non può essere imputato per due volte per associazione mafiosa e ricettazione… Così Giuseppe Setola ras dell’ala stragista dei Casalesi e Luigi Martino hanno scansato il verdetto negativo dei giudici in merito alla vicenda della collezione dei Rolex rinvenuta, a seguito di una perquisizione a casa proprio di Setola. Unica ad essere condannata la moglie dello spietato ras, Stefania Martinelli, per la quale è stata comminata una pena di 3 anni a fronte degli 8 richiesti dalla procura generale.

LA VICENDA - L’attività investigativa, avviata nel gennaio 2009 e condotta con l’utilizzo di intercettazioni telefoniche e ambientali, permise  di acclarare che Giuseppe Setola, detenuto, attraverso la propria consorte riceveva dall’esterno e trasmetteva informazioni al di fuori del carcere.

Le investigazioni, poste in essere dai carabinieri in collaborazione con la Polizia Penitenziaria, hanno altresì fatto emergere come la moglie di Setola continuava a percepire dal gruppo camorristico emolumenti per il mantenimento del nucleo familiare, elementi riscontrati anche grazie al sequestro di una collezione di orologi di prestigio per un valore di 65.000 euro, di una ingente somma in danaro in contanti e di vari assegni.

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