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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 09/04/2016  -  stampato il 09/12/2016


Apre la sezione omosessuali nel carcere di Gorizia: la prima del Friuli Venezia Giulia

Apre la sezione omosessuali, unica nel Friuli Venezia Giulia, e il carcere di Gorizia rischia la paralisi. Complice anche la drammatica situazione dell’organico privato di almeno dieci agenti e gravato da diverse assenze lunghe per malattia. Nella sezione omosessuali ci sono tre detenuti, provenienti da Trento e da Bolzano. Dal capoluogo altoatesino è giunto Cleto Daniel Tolpeit, 45 anni, che lo scorso 24 gennaio ha ucciso la madre di 86 anni con una trentina di coltellate. La tragedia si è consumata a San Lorenzo di Sebato, vicino a Brunico.

I problemi di gestione del carcere di Gorizia sono gravi. La sezione omosessuali è stata istituita senza però dotarla delle necessarie strutture né provvedendo al rinforzo dell’organico. Il risultato è che i tre ospiti dichiaratisi omosessuali - e definiti “problematici” - sono rinchiusi in due celle nell’ala ristrutturata del carcere. In una cella è rinchiuso uno, due nell’altra. Impossibile la convivenza di tutti e tre nella stessa cella.

I tre, per mancanza di spazi adeguati e di personale di sorveglianza, non possono mai uscire dalle celle, né impegnarsi nelle attività culturali, scolastiche e lavorative come gli altri detenuti. Una doppia reclusione. Tra i vari altri problemi sul tappeto c’è anche la mancanza di una sala colloqui tra detenuti e avvocati degna di questo nome.

La saletta sarà a breve attrezzata ad ambulatorio dove, tra l’altro, si procederà al tampone sui detenuti per la schedatura del Dna.

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