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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 11/04/2016  -  stampato il 04/12/2016


Rischio reclutamento terroristi in carcere.Il PM Giovannini: Ruolo delicato della Polizia Penitenziaria

Un dato "allarmante, metà dei reclusi nei penitenziari minorili italiani sono musulmani... 500 ragazzi, abituati a stare su Internet come tutti i loro coetanei". A dirlo in una recente intervista è il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti che sottolinea come spesso terrorismo e mafie vadano a braccetto. Per Roberti i giovani detenuti possono entrare in contatto con i siti che predicano la Jihad, quindi sono a rischio radicalizzazione.

 

A Bologna, e in tutta la regione, oltre un terzo dei detenuti è di religione musulmana, quindi "la Procura di Bologna è in stretto contatto con la Polizia Penitenziaria, che attualmente ricopre un ruolo è delicatissimo" dichiara il procuratore aggiunto e coordinatore del gruppo anti-terrorismo Valter Giovannini poichè può intercettare gli "atteggiamenti dei detenuti, il cui significato può essere degno di attenzione".

 

Benchè i fenomeni siano totalmente diversi, anche in passato i delinquenti comuni entravano in contatto con i terroristi in carcere, così oggi il rischio si manifesta quando "spacciatori o detenuti per reati comuni incrociano persone con forte personalità" sottolinea Giovannini; spesso infatti i rappresentanti delle comunità "sono indicati dal basso", come nel caso dei sunniti, la corrente islamica che conta più seguaci anche in Italia, quindi è importante comprendere "chi assume il ruolo di leader in strutture chiuse" come i penitenziari appunto, anche se al momento non risultano accessi di Imam autorizzati. Gruppo anti-terrorismo e forze dell'ordine bolognesi lavorano dunque per prevenire e reprimere eventuali fenomeni di radicalizzazione di natura anche potenzialmente violenta.

 

Il legame tra jihad e traffico di stupefacenti è provato: "Gli attentati di Madrid nel 2004 sono stati pagati così", ha dichiarato il capo dell'anti-mafia Roberti che rivela come nell'ultimo anno "sono state sequestrate tonnellate di droga su navi lungo la rotta Casablanca-Tobruk e che erano sicuramente gestite da soggetti legati allo Stato Islamico".

 

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