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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 18/04/2016  -  stampato il 10/12/2016


Due Poliziotti penitenziari salvano un corridore della maratona di Rimini

Se non ci fossero stati loro due, pronti ad intervenire, si sarebbe potuta consumare l’ennesima tragedia sportiva. Durante la Rimini Marathon di ieri un atleta è crollato a terra all’altezza di via Tonale nella zona compresa tra San Giuliano e le Celle. Lì, di servizio per garantire la sicurezza in strada, c’erano i due Assistenti Capo della Polizia Penitenziaria di Rimini Mauro Vagnini e Roberto La Torre con la motocicletta ed in divisa.

All’improvviso i due hanno visto il giovane atleta, Raffaele di Riccione sulla trentina d’anni, cadere in preda ad una crisi di respirazione sul lato della strada. Vagnini è scattato subito in suo soccorso, praticandogli la rianimazione sul petto cercando di parlare con il giovane che non riusciva a respirare, aiutandosi anche con qualche schiaffetto, lo ha tenuto in vita mentre il collega aveva già fatto scattare la macchina dei soccorsi. Importante anche il contributo offerto da una maratoneta infermiera di professione che passava da quelle parti e ha dato alcuni consigli da seguire.

L’ambulanza, seppur a fatica a causa del traffico come sempre caotico, arrivava in tempo. I sanitari procedevano ad un primo intervento sul posto e poi caricavano a bordo del mezzo il trentenne agonizzante trasferendolo al pronto soccorso dell’ospedale Infermi di Rimini. Lì la situazione lentamente è migliorara. Il ragazzo veniva sottoposto ad alcuni esami cardiaci e quindi veniva ricoverato in Chirurgia dove tuttora si trova in attesa di ulteriori accertamenti che saranno svolti nella giornata odierna.

Vagnini intorno alle ore 14 è andato di persona a trovare Raffaele in ospedale. E’ stato un incontro molto bello, i due si sono abbracciati e il riccionese ha ringraziano l’Assistente Capo della Polizia Penitenziaria promettendogli che appena starà meglio lo farà di persona ed in un’altra location più adatta. Un gran bel gesto, quello dei due uomini in servizio, non nuovi ad imprese di questo genere, umili e modesti oltreché preparatissimi ad ogni evenienza.

Senza il loro intervento, lo ripetiamo, non si sa se quel cuore sarebbe riuscito a tornare normale nel battito e così a far riprendere conoscenza al malcapitato.

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