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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 19/04/2016  -  stampato il 11/12/2016


La Polizia Penitenziaria incontra gli studenti di Fermo

Un incontro intenso, importante, dentro un progetto di legalità più ampio e ormai rodato in anni di incontri. Prosegue il legame tra l’Itcg “Carducci Galilei” e la Casa di Reclusione di Fermo, nato con l'obiettivo di parlare di giustizia, di diritto, di sistema carcerario, raccontando ai ragazzi la vita vera dietro le sbarre, attraverso la viva voce di chi ci lavora e dei detenuti stessi.

Nei giorni scorsi c’è stato l’incontro tra quasi 125 ragazzi della scuola, con il coordinamento dell’insegnante Roberto Cifani e il supporto della dirigente Cristina Corradini, e la direttrice del carcere, Eleonora Consoli. Presente anche il comandante della Polizia Penitenziaria, Loredana Napoli, e il responsabile dell’area trattamentale, Nicola Arbusti.

La dirigente Consoli ha spiegato ai ragazzi che nella casa di reclusione di Fermo la capienza è di 41 persone, mentre oggi sono 67 i detenuti, per il 60% italiani, quasi tutti con pena definitiva, di età media intorno ai 35 anni e con almeno 4 anni di pena da scontare. Moltissimi i tossicodipendenti, quasi la metà dei detenuti, tutti seguiti dal Servizio dipendenze dell’Area Vasta 4 di Fermo.

Il comandante Napoli ha parlato del corpo di Polizia Penitenziaria: sono 43 gli agenti in servizio per garantire assistenza e sorveglianza nelle 24 ore, giorni festivi compresi, ma anche per coprire trasferimenti e spostamenti, oltre che piantonamenti.

Nicola Arbusti ha illustrato le attività di rieducazione che si fanno nel carcere, tra cui quella del giornalino dei detenuti, L’Altra Chiave News, che offre il pretesto ai ragazzi per confrontarsi con le persone recluse che fanno parte della redazione.

Tante le domande da parte degli studenti, colpiti dal ruolo importante ricoperto dalla dirigente e dal comandante, donne in un ambiente del tutto maschile e capaci di farsi rispettare alla pari dei colleghi uomini.

 Quasi due ore di confronto serrato e attento per preparare i ragazzi ad una prossima visita in carcere da parte di una classe quinta, un'esperienza già vissuta negli anni passati.

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