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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 26/04/2016  -  stampato il 10/12/2016


Scandalo al concorso per entrare in Polizia Penitenziaria: ricetrasmittenti tra i candidati, decine di denunciati

Neanche agli esami di maturità si è mai arrivati a tanto: candidati in possesso di radiotrasmittenti, auricolari, bracciali contenenti risposte alle domande e colti sul fatto il giorno della prova scritta per il concorso per allievi agenti penitenziari.

Tutti gli «aiuti» illegali sono stati sequestrati da una apposita task force di vigilanza della Polizia Penitenziaria, schierata alla prova di esame che si è tenuta a Roma il 20 aprile scorso. Sarebbero una novantina gli autori della tentata truffa e sono stati già segnalati all’autorità giudiziaria.

400 posti in palio

Il concorso si è svolto alla Nuova Fiera di Roma il 20, 21 e 22 aprile. Vi hanno partecipato 11 mila uomini per 300 posti e duemila donne per cento posti. I dubbi su possibili irregolarità erano emersi già nei giorni precedenti, visto che voci in merito giravano da qualche tempo: per questo l’amministrazione penitenziaria aveva disposto una task force composta da Agenti del Nic (Nucleo investigativo centrale) e da due Commissari. Tutte e tre i giorni le operazioni di controllo e sequestro del materiale, svolte da personale della Polizia Penitenziaria, hanno molto allungato i normali tempi di svolgimento del concorso, che si sono protratti fino all’una di notte e addirittura fino alle tre di notte l’ultimo giorno.

Diversi partecipanti sono stati denunciati a piede libero e a loro volta hanno fatto i nomi di altre persone. Il concorso non è stato annullato.

 

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