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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 29/04/2016  -  stampato il 02/12/2016


Rinviati a giudizio un Generale e due Poliziotti Penitenziari: peculato nell''uso di vetture di servizio

Tutte le sere, per due anni, sempre lo stesso tragitto di 23 chilometri. Dall’ufficio di generale degli Agenti di custodia di Rebibbia al Centro residenziale dei Padri Carmelitani a Ciampino. Quaranta minuti di assoluta comodità, stando seduto sul posto del passeggero di una Volvo, che il militare Giovanni Sanseverino ha pagato ieri con il rinvio a giudizio per peculato.

L’accusa

Secondo l’accusa, l’imputato – tra il 2010 e il 2012 anche direttore dell’Ufficio per la Sicurezza Personale e per la Vigilanza, sempre presso la struttura penitenziaria - non si sarebbe mai preoccupato di spendere un euro per rimboccare il serbatoio dell’auto o di mettere il piede sull’acceleratore, poiché a farlo per lui era il suo autista. Oltre a Sanseverino, il gup ha disposto il processo anche per il suo «chauffeur», l’assistente Pantaleone Trifone, cui fu affidato il compito di portare il Generale presso l’istituto del Carmelo dove ebbe la residenza nel periodo trascorso a dirigere il corpo degli Agenti di custodia.

Le «gite» in giro per l’Italia

A Trifone viene anche contestato di aver scorrazzato per l’Italia con la macchina di servizio di cui aveva la disponibilità. In alcuni casi andò in giro con una Volvo, in altri con il Bmw, in altri ancora fece affidamento su una Panda. In tutte le occasioni non avrebbe avuto nemmeno l’accortezza di pagare il Telepass avendo preferito mettere a carico dell’amministrazione i 330 euro spesi per andare a Napoli, ad Avellino o a Parma. Nell’inchiesta è coinvolto anche un terzo militare, Domenico Troncone, pure quest’ultimo finito sotto processo per peculato per aver utilizzato l’auto di servizio per muoversi dall’ufficio a Rebibbia alla caserma in via Brava dove ebbe la residenza tra il 2011 e il 2012.

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