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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 04/05/2016  -  stampato il 10/12/2016


Regione Lombardia, stanziati pił di 3 milioni di euro per i detenuti ristretti negli istituti della regione

È stata approvata, durante il Consiglio regionale di martedì 3 maggio, la mozione presentata dal consigliere Fabio Fanetti (Gruppo Maroni Presidente) che impegna la Giunta a stanziare risorse adeguate per l’applicazione della legge regionale 14 febbraio 2005 n° 8 “Disposizioni per la tutela delle persone ristrette negli istituti penitenziari della regione Lombardia”.

«La Regione ha significative competenze in merito alla tutela delle persone ristrette e al loro reinserimento nella società», ha dichiarato Fanetti, primo firmatario della mozione. «Per dare continuità ai progetti in corso e avviare nuove iniziative, sono indispensabili le stesse, se non maggiori, risorse economiche messe a disposizione negli anni passati, ovvero circa 3 milioni di euro annui. Attraverso questi fondi, la Regione Lombardia garantisce la tutela della dignità di queste persone con l’obiettivo di recuperare le qualità individuali compromesse dal disadattamento sociale, di ridurre il rischio di recidiva, di sostenere il reinserimento sociale e di rafforzare i rapporti tra i detenuti e i famigliari».

Particolare importanza rivestono in tali attività il Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria, il Centro per la Giustizia minorile, le Agenzie di tutela della salute (Ats), gli Enti locali, il terzo settore e il volontariato. I fondi vanno anche a coprire i costi per le attività di formazione e aggiornamento rivolte agli operatori dell’Amministrazione penitenziaria, della giustizia minorile, dei servizi territoriali pubblici e privati, compresi il terzo settore e il volontariato, come previsto dalla legge 8 all’articolo “Formazione congiunta degli operatori”.

«Sono iniziative fondamentali, oltre che per garantire una vita decorosa alle persone ristrette negli istituti, per stemperare il rapporto di tensione che molte volte si crea tra detenuti e agenti della Polizia Penitenziaria e per diminuire il rischio di recidiva, che influisce parecchio sulle finanze dello Stato. Ritengo pertanto – conclude Fanetti – che i fondi che saranno stanziati non siano, come pensano alcuni, soldi sprecati, bensì rappresentino un investimento».

 

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