www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 12/05/2016  -  stampato il 24/11/2017


Sciopero dei Poliziotti penitenziari: le carceri del Belgio al collasso, inviato l''esercito

Dopo 16 giorni di sciopero del personale penitenziario, le carceri del Belgio stanno vivendo una situazione drammatica, anzi "apocalittica" per usare l'espressione della presidente dell'Ordine degli avvocati francofoni Stéphane Boonen in una lettera inviata ieri al premier Charles Michel e a tutti i suoi ministri. "Il governo prenda delle misure urgenti in grado di proteggere la dignità degli esseri umani".

Booen scrive all'esecutivo dopo aver incontrato i detenuti della prigione di Forest, una visita scioccante, quasi una discesa agli inferi o un viaggio in una galera di altri tempi: "Possono mangiare solo una volta al giorno un pasto totalmente freddo, farsi una doccia una volta ogni tre quattro giorni e da due settimane sono costretti a indossare vestiti sudici, mentre nella gran parte delle celle i bagni non sono funzionanti, si tratta di una condizione inumana e degradante, indegna di una democrazia e in violazione con l'articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, bisogna agire in fretta anche per difendere la credibilità del nostro paese".

Un altro aspetto che contribuisce a far degenerare la situazione a livelli "quasi da insurrezione" è la penuria di droga che da due settimane non entra più nelle carceri. Lo scorso anno infatti è stata approvata una legge che impedisce ai secondini di perquisire i detenuti dopo i colloqui nei parlatori, il che permette ai familiari di passare facilmente sostanze stupefacenti; da quando è iniziato lo sciopero sono stati interrotti i colloqui e nelle carceri non gira praticamente più droga provocando risse, attacchi di panico, danneggiamenti, tentati suicidi. "Un detenuto, come ogni altro individuo, quando è in crisi di astinenza diventa ingestibile e allora non c'è più modo di farlo ragionare o di contenerlo", spiega Marc Peeters del sindacato di Polizia Penitenziaria.

I firmatari della lettera non accusano però il personale delle carceri e il suo diritto allo sciopero che rimane garantito dalla Costituzione, ma il ministero della Giustizia che "non è stato in grado di organizzare un servizio minimo per fronteggiare la prevedibile emergenza". Per sostituire il personale il governo ha trovato una soluzione tampone, mobilitando 120 militari nelle 17 prigioni più calde, ma fino ad ora solo 40 tra loro sono entrati in servizio per sorvegliare i carcerati durante l'ora d'aria, distribuire i pasti, accompagnarli a farsi una doccia.

Inoltre gli stessi sindacati militari sono preoccupati di essere utilizzati per aggirare uno sciopero e criticano un provvedimento che secondo loro è stato adottato "con colpevole improvvisazione". E poi non mai rassicurante vedere l'esercito gestire l'ordine nelle prigioni di Stato. Come scrive Marc Dizier, direttore della casa circondariale di Andenne: "L'immagine dei soldati che presidiano un carcere mi fa pensare alla Corea del Nord e alle pagine più buie dell'Europa dell'est". Secondo l'Istituto di criminologia e di diritto criminale di Losanna dopo l'Ungheria il Belgio è il paese europeo che ha il più alto tasso di sovraffollamento carcerario.

Il Dubbio