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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 15/05/2016  -  stampato il 04/12/2016


Cassazione conferma la pericolosità di Toṭ Riina e conferma il 41-bis

La Cassazione conferma il parere del Tribunale di Sorveglianza: Riina ancora pericoloso. Anche se sottoposto da tempo al 41 bis, il detenuto Totò Riina, il "capo dei capi" di Cosa Nostra, continua a essere talmente pericoloso che non ci sono motivi che possano giustificare una disapplicazione del carcere duro.

È il ragionamento seguito dai giudici della prima sezione penale della Corte di Cassazione nella sentenza numero 19811/16. Per i magistrati della Suprema Corte bene ha fatto il tribunale di sorveglianza di Roma nell'aprile del 2014 a bocciare il reclamo che la difesa di Riina aveva presentato contro il decreto del novembre del 2013 firmato dal ministro della Giustizia che prorogava il regime del carcere duro.

Per il collegio "l'ordinanza impugnata dà conto, esponendo una copiosa serie di precisi riferimenti ai dati desumibili da tutti gli atti disponibili, della specifica valutazione circa la elevatissima pericolosità sociale di Riina e, con un ragionamento adeguato, perviene, in considerazione della mancanza di elementi significativi atti a denotare il venir meno della capacità del detenuto di mantenere i contatti con la cosca mafiosa di appartenenza, alla conclusione del carattere attuale di tale capacità e, quindi, della permanenza dei presupposti per l'applicazione della norma in discussione".

Da qui l'inammissibilità del ricorso e la condanna di Riina al pagamento delle spese processuali e di 1000 euro alla Cassa delle ammende.

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