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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 17/05/2016  -  stampato il 11/12/2016


Alghero, bloccata la chiusura del carcere, arrivati quaranta nuovi detenuti in tre giorni

“Con una retromarcia su tutta la linea il Ministero della Giustizia, dopo la denuncia di dieci giorni fa, decide di inviare 40 nuovi detenuti nel carcere di Alghero. Salta per aria il piano di chiudere il carcere e di trasformarlo in centro di accoglienza. Dopo la denuncia di una totale e inesorabile smobilitazione con l’80% del carcere vuoto, con detenuti ormai ridotti ad un numero esiguo, il ministero é stato costretto a ribaltare la strategia messa nero su bianco due anni fa con lo svuotamento di colpo del carcere.

Strategia franata dinanzi alla denuncia circostanziata e verificata nei singoli dettagli con la visita ispettiva nella struttura carceraria di Alghero”. Lo ha detto il deputato sardo di Unidos Mauro Pili che dieci giorni fa aveva presentato un’interrogazione circostanziata sulla smobilitazione e aveva effettuato una visita ispettiva nell’istituto. “Per il momento – dice Pili – i piani maldestri del ministero della Giustizia sono saltati. Da oltre un anno non veniva mandato più nessun detenuto e il carcere era vuoto per gran parte della struttura, con celle da 4 letti utilizzate per un solo detenuto. Un carcere destinato ad esaurirsi nella sua funzione nel giro di pochi mesi”.

“Il piano di chiuderlo è, però, saltato per aria dopo la denuncia circostanziata formalizzata con la mia interrogazione parlamentare che ha svelato i numeri di un carcere di fatto senza detenuti e il subdolo progetto di portarlo ad esaurimento. Non si spiega diversamente il cambio di rotta repentino del ministero. Una volta scoperto il piano il Ministero per correre ai ripari negli ultimi tre giorni sono stati trasferiti ad Alghero ben 26 detenuti e altri 13 ne sono arrivati stamane. Mercoledì ne sono arrivati 7 da Oristano, ieri 11 da Sassari, 4 da Oristano e 4 da Nuoro e altri 13 stamane da Sassari. In totale nel giro di 4 giorni 39 nuovi detenuti. Di questo ministero – ha concluso Pili – non c’è da fidarsi è, dunque, indispensabile mantenere guardia altissima”.

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