www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 18/05/2016  -  stampato il 08/12/2016


Intercettazioni in carcere e pizzini sequestrati: ecco come la Polizia Penitenziaria ha incastrato la sacra corona unita

Vero che i pentiti hanno “cantato” e anche parecchio svelando i segreti della Scu, ma è altrettanto vero che sono stati gli stessi indagati a parlare. O meglio a scrivere, nella convinzione che mai nessuno avrebbe trovato le “sfoglie”: 12 lettere sono state ritenute una sorta di manifesto della Sacra Corona Unita, in base al quale i giudici del Riesame sono arrivati alla conclusione che del sodalizio abbiano fatto parte i 33 brindisini coinvolti nell’inchiesta chiamata The Beginners della Dda di Lecce, 26 dei quali in carcere.

Le motivazioni con cui il Tribunale di Lecce ha negato la libertà, confermando l’impianto accusatorio dell’ordinanza, sono state depositate nei giorni scorsi e riguardano le posizioni di Luca Ciampi, di Brindisi, ritenuto il “leader del sodalizio di stampo mafioso” e della compagna Tamara Niccoli, l’unica ad aver ottenuto i domiciliari dal gip perché mamma di una bambina di due anni; così come quelle di Tobia Parisi, di Mesagne, e della moglie Veronica Girardo. Sono le due coppie che nell’organigramma degli inquirenti a cui rinviano i giudici del Riesame, vengono indicate in posizione di vertice nel gruppo dei “mesagnesi” riconducibile a Daniele Vicientino, alias il professore, ad Antonio Vitale, detto il marocchino, e a Massimo Pasimeni (tutti in carcere). Gruppo che i giudici affermano essere presente nel capoluogo attraverso Ciampi e altri affiliati che avrebbero gestito il racket delle estorsioni anche ai danni dei giostrai nel periodo della festa patronale di San Lorenzo e San Teodoro con richiesta di biglietti gratis.

Gli altri sono: Luigi Campana, Fabrizio Campioto, Ivano Cannalire, Morris Cervellera, Aldo Cigliola,  Davide Di Lena, Marcello Di Mola, Massimo Esperti, Francesco Franchin, Antonio Grassi (cugino di Ciampi), Alessandro Leto, Cosimo Papa, Alfonso Polito, Mario Polito, Andrea Prutentino, Claudio Pupino, Andrea Reho, Antonio Emanuele Tarantino, Francesco Trane, Vincenzo Trono e Giuseppe Vinci.

“Emerge uno stabile e solido vincolo associativo”, scrivono i giudici dopo aver esaminato gli atti dell’inchiesta, vale a dire le intercettazioni nella sala colloqui dei penitenziari di Brindisi, Lecce e Taranto, dove già erano ristretti alcuni degli indagati, nonché alle telefonate e agli sms intercettati anche questi e agli appostamenti degli agenti della Mobile. Ma ancor prima le lettere trovate in cella o spuntate nelle tasche dei vestiti di alcuni familiari ammessi al colloquio. I brindisini avrebbero fatto ricorso alla scrittura emulando gli autori dei pizzini di Cosa Nostra, tra realtà e fiction, quella della Rosy Abbate di Canale 5.

“Con riferimento al gruppo facente capo a Ciampi, un particolare valore probatorio va riconosciuto al contenuto di quattro lettere rivenute il 16 ottobre 2013 dagli agenti della Polizia Penitenziaria di Lecce, a carico di Cosimo Papa, detto Mino Scapricciatello”, ricordano i giudici. Papa era detenuto nella stessa cella di Ciampi. L’ipotesi accusatoria è stata confermata:”Le missive in stampatello risultano riconducibili alla mano di Papa, quelle in corsivo a Ciampi”, sono importanti perché contengono riferimenti come “famiglia, fratello, cugino, padre, zio, amici”, termini “emblematici di un solido legame associativo che dimostra l’esistenza del gruppo in esame, descrivendone le modalità operative e sottolineando la pregnanza dell’affectio societatis”.

Agli atti c’è una lettera “X Antonio” firmata “Mino” e “appare un vero e proprio manifesto di intenti, con la proposta di nuove affiliazioni, con il controllo esclusivo del territorio, il ricorso alla forza intimidatrice, l’esercizio dei poteri derivanti dall’appartenenza al sodalizio anche nell’ambito delle case circondariali e il sostentamento dei detenuti”.

[Daniele Vicientino dopo la cattura] La missiva sarebbe stata destinata ad Antonio “che l’accusa identifica in Antonio Centonze”, in quel periodo prossimo alla scarcerazione, poi avvenuta il 2 dicembre 2013, il quale non è indagato nell’inchiesta The Beginners, ma è stato di recente condannato per associazione mafiosa in via definitiva dopo che la Cassazione ha respinto il ricorso. “Papa esordisce con mio adorato padre per proseguire con una serie di manifestazioni di fedeltà a seguito dell’avvenuta affiliazione ‘io per te e i miei fratelli do la vita”. A Centonze sarebbe stata destinata anche una lettera scritta da Ciampi: “Mio amato fratello – si legge – se il nostro amato padre vuole questo, così sia sono contento che parla bene di me e che ci tiene tanto, significa che ho saputo camminare bene e ho dato molte soddisfazioni e questo mi fa sentire un vero uomo, io per lui darò la mia anima e la mia stessa vita”. La chiave di lettura, peraltro già data dal gip, è che il padre altri non sarebbe, se non Vicientino (nella foto). Mentre come “amato nonno” sarebbe indicato Vitale.

Papa, inoltre, avrebbe scritto sotto dettatura di Ciampi, anche la lettera destinata a salutare “Vincenzo Trono con cinque baci pieni d’amore”, da intendere come elevazioni al grado di quinta nella scala delle affiliazioni. C’è anche il pizzino di Di Lena per Ciampi: “Quando usciremo saremo più forti che mai e non ci fermerà nessuno perché tremeranno anche le pietre, sarà peggio di un terremoto”.

Ci sono, poi, altre otto lettere trovate dai carabinieri del Norm di Brindisi a casa di un altro brindisino, non indagato, sei delle quali scritte da Davide Di Lena: “Non vedo che esco e poi vedrai come ci riempiano le tasche, gli rompiamo a chi non merita” e ancora “mi piace la parola caos, mena già mi immagine il terrore che dobbiamo fare.

Quanto alla coppia Parisi-Giraudo accusata di estorsioni ai danni di alcuni titolari di discoteche della provincia, come il Mashad, per il controllo dei parcheggi, determinanti sono stati considerati i colloqui ascoltati in carcere, assieme alle annotazione della Squadra Mobile, l’ultima delle quali relativa a gennaio 2014.  Cinquecento euro sarebbe stati incassati solo la sera di Ferragosto 2013. Ma lui e lei hanno respinto le accuse, sostenendo di aver sì gestito i posti auto, ma in maniera lecita come fonte di sostentamento della famiglia.

[Il bacio ironico di Francesco Gravina ai giornalisti] Un’ultima considerazione sui pentiti: “Vanno escluse fraudolente concertazioni tra i collaboratori quanto suggestioni o condizionamenti atti a inficiare il valore della concordanza e della specificità delle dichiarazioni, ben potendosi riconoscere caratteri di reciproca indipendenza e assoluta originalità idonei ad attestarne la piena credibilità”. I verbali confluiti nel fascicolo sono stati resi da Simone Caforio, Ercole Penna,  Giuseppe Passaseo, Cosimo Giovanni Guarini e più di recente da Francesco Gravina alias il Gabibbo (nella foto il giorno dell'arresto).

I difensori intendono presentare ricorso in Cassazione.

brindisireport.it