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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 23/05/2016  -  stampato il 11/12/2016


Parte lesa furono i Poliziotti non il detenuto: dopo due anni, prosciolti gli Agenti penitenziari di Ferrara

Tutto archiviato. Lorenzo Di Foggia, Alessandro Maniglio e Giovanni Cipullo, Poliziotti della Penitenziaria finiti nei guai per lesioni aggravate, furono le vittime e non gli aggressori nella colluttazione nata all’Arginone il 3 marzo 2014 con il detenuto Eduard Daja, indagato a sua volta per lesioni ai danni degli Assistenti Di Foggia e Maniglio.

Un incubo durato oltre due anni e concluso per i tre (difesi dall’avvocato Denis Lovison) con sentenza in archiviazione del Giudice Silvia Marini depositata il 6 maggio.

In quella circostanza, ad avere la peggio, come scrive il giudice, fu Di Foggia che riportò un “trauma cranico lieve non commotivo con prognosi di 14 giorni”.

Daja, la cui prognosi per “una piccola ferita al cuoio capelluto ed ecchimosi a gomito e coscia” fu di un giorno, presentò denuncia contro i Poliziotti ben 25 giorni più tardi, il 28 marzo, dando una ricostruzione dei fatti, definita dal Tribunale, “non attendibile”.

Non solo: di quella colluttazione non parlò mai nemmeno “dopo il trasferimento nel carcere di Bologna” che avvenne poco dopo.

Lo stesso, tre giorni dopo l’episodio, vene sottoposto a visita psichiatrica e gli esiti parlarono di ”un dubbio controllo dell’impulsività” e nella sua cartella clinica “risultavano ripetuti episodi aggressivi”.

Il Resto del Carlino