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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 25/05/2016  -  stampato il 04/12/2016


Perquisizione in cella: scoppia una rissa di protesta, ferito Poliziotto Penitenziario

Gli uomini della Polizia Penitenziaria hanno esaminato e perquisito ogni anfratto della Casa circondariale di Corso Vercelli. Durante le operazioni di polizia, però, un gruppo di detenuti ha dato vita prima ad una rumorosa rissa durante la quale un Agente di Polizia Penitenziaria è stato aggredito e ferito.

A darne notizia il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE.

“I poliziotti penitenziari del carcere di Ivrea hanno condotto una perquisizione interna finalizzata a prevenire l’eventuale possesso di oggetti non consentiti in cella – spiega Vicente SANTILLI, segretario regionale SAPPE del Piemonte -:  una volta raggiunta la Sezione dove sono in atto la vigilanza dinamica e il regime penitenziario aperto, cioè con controlli occasionali, i detenuti hanno prima rumorosamente protestato e poi, uno di loro, ha colpito e ferito un nostro Agente di Polizia Penitenziaria, che è dovuto ricorrere alle cure del Pronto Soccorso. E’ gravissimo quel che è accaduto e ci attendiamo, ora, adeguati strumenti [carcere-Ivrea] disciplinari e penali verso i responsabili. All’Agente ferito va tutta la nostra vicinanza e solidarietà”.

Il primo Sindacato della Polizia Penitenziaria informa che nella Casa circondariale di IVREA erano presenti, alla data del 30 aprile scorso, 216 detenuti rispetto ai 190 posti letto regolamentari: 70 erano gli imputati, 146 i condannati. Il Reparto di Polizia, invece, che dovrebbe contare una forza di 221 Baschi Azzurri, ne ha effettivamente in forza 160: 61 poliziotti in meno rispetto al previsto.

“Con più di 60 agenti in meno in servizio ed un numero di detenuti maggiore rispetto alla capienza regolamentare è ovvio che il servizio della Polizia Penitenziaria subisce inevitabili conseguenze”, aggiunge il Segretario Generale SAPPE Donato Capece. Che ricorda anche come “le carceri sono più sicure assumendo gli Agenti di Polizia Penitenziaria che mancano e finanziando gli interventi necessari. Perché è vero che le carceri scoppiano, ma scoppiano per gli Agenti di Polizia Penitenziaria, sempre più al centro di violenze assurde e ingiustificate. Alla teoria di chi parla di carceri conoscendoli poco, ossia dalla parte della Polizia Penitenziaria, vogliamo rispondere con la concretezza dei fatti. Che parte da un dato incontrovertibile: la Polizia Penitenziaria continua a ‘tenere botta’, nonostante le quotidiane aggressioni. I problemi del carcere sono reali, come reale è il dato che gli eventi critici nei penitenziari sono in aumento da quando vi sono vigilanza dinamica e regime aperto per i detenuti. La stessa in atto nella Sezione di Ivrea dove si è consumata la vile aggressione al nostro Agente. Eppure, nonostante la Polizia Penitenziaria sia carente di 8mila Agenti in organico la Legge di stabilità ha bocciato un emendamento che avrebbe permesso l’assunzione di almeno 800 nuovi Agenti, a partire dall’assunzione degli idonei non vincitori dei precedenti concorsi, già pronti a frequentare i corsi di formazione. Per frenare la spirale di tensione e violenza che ogni giorno coinvolge, loro malgrado, appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria nelle carceri del Piemonte e del resto del Paese, per adulti e minori, servono dunque provvedimenti concreti ed urgenti da parte dell’Amministrazione Penitenziaria”.

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