www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 27/05/2016  -  stampato il 10/12/2016


Quattro ergastoli e altri 30 di reclusione: ma il serial killer Marco Bergamo, per il DAP, merita il comodo carcere di Bollate

Non si sa ancora esattamente chi lo abbia deciso ma Marco Bergamo, il serial killer di Bolzano condannato a 4 ergastoli e ulteriori 30 anni di reclusione per l’omicidio di cinque giovani donne ha iniziato a godere di un trattamento carcerario meno afflittivo.

Dopo 24 anni trascorsi negli istituti di pena di massima sicurezza del nostro Paese, dal 15 febbraio il pluriomicida è stato trasferito nel carcere di Bollate, seconda Casa di reclusione di Milano, uno degli istituti carcerari all’avanguardia in Italia. Gli ultimi anni , Bergamo li aveva trascorsi nel carcere di Opera dopo oltre un decennio a Rebibbia. Ora i responsabili del Dap (il dipartimento amministrazione penitenziaria) ne hanno disposto il trasferimento nel carcere modello ove ogni detenuto è messo nelle condizioni di scontare la pena non in termini punitivi ma secondo una filosofia di recupero con un «percorso di consapevolezza» che valuta anche obiettivi e aspettative del condannato.

Marco Bergamo, che nel 2010 ha già goduto di un permesso premio di poche ore, ora sta tentando di ottenere l’ammissione alla semilibertà con l’opportunità di lavorare di giorno in una comunità (che dovrebbe ospitarlo per circa sei ore) per poi tornare in carcere la sera a dormire. Chi da tempo sta lavorando per ridare un futuro all’uomo che si sentiva appagato nel massacrare le donne con un coltello (la prima vittima fu Marcella Casagrande, studentessa quindicenne delle Magistrali), è l’avvocato Gianluca Pammolli del Foro di Roma che qualche anno fa tentò inutilmente di ottenere una revisione del processo posto che nel 1995 non era data possibilità ad un’imputato di scegliere il rito abbreviato con annesso sconto di pena. E così da circa tre mesi Marco Bergamo sta scontando la sua pena (che dovrebbe essere senza fine) in una confortevole cella singola con televisore e abbonamento pay tv per seguire film e partite di calcio in diretta.

E’ dunque innegabile che Marco Bergamo sia stato ammesso ad un regime carcerario notevolmente alleggerito che sembra preludere ad ulteriori concessioni secondo una logica di responsabilizzazione dei detenuti interessati ad una attività lavorativa. L’avvocato Gianluca Pammolli ammette di essere alla ricerca di una comunità in grado di offrire un impiego al pluri ergastolano bolzanino. Per il momento non sembra che nessuno abbia valutato la reale pericolosità sociale di Marco Bergamo che all’epoca del processo fu riconosciuto in grado di intendere e di volere anche se affetto da una grave patologia psichica che lo portava a provare piacere quando, a seguito di un impulso sessuale, si sentiva appagato nel trafiggere le donne a coltellate.

Sarà il giudice di sorveglianza di Milano a dover valutare se il rischio che Bergamo colpisca ancora sia reale.

altoadige.gelocal.it