www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 01/06/2016  -  stampato il 08/12/2016


Consolo, DAP: la cessione delle carceri non significa privatizzarle

Cedere penitenziari storici in cambio di strutture nuove, all'avanguardia, che possano assicurare migliori condizioni detentive e quindi favorire il recupero dei detenuti, in linea con gli indirizzi degli Stati generali sull'esecuzione penale. Il piano di Cassa Depositi e Prestiti, che al momento riguarda San Vittore, Regina Coeli e Poggioreale, è al vaglio del ministero della Giustizia.

Regina Coeli e San Vittore in vendita: piano del Governo per vendere una dozzina di carceri

Ma non si tratta assolutamente di una privatizzazione, e più che di una vendita si dovrebbe trattare di una "permuta", a cui si provvederebbe solo dopo tutte le verifiche del caso e soprattutto dopo un'"interlocuzione con gli enti locali e le amministrazioni interessati". A precisare il quadro è il capo del Dap Santi Consolo.

Via Arenula cederebbe alla Cassa i tre penitenziari, solo quando ci sarà "un'offerta reale e effettiva di strutture più adeguate alle esigenze del trattamento penitenziario, che creino maggiore benessere di tutti i soggetti del mondo carcerario e garantiscano pari ricettività, senza comportare oneri finanziari". Un progetto che nel suo obiettivo, l'umanizzazione delle carceri, ha sicuramente l'endorsement del Colle. L'idea comunque non è assolutamente quella di una privatizzazione.

"L'interesse pubblico è che il reinserimento avvenga nel modo migliore" , un obiettivo che non può essere assicurato dai "privati che hanno finalità di lucro", spiega Consolo.

Così come è esclusa una cessione immediata: "queste tre strutture ospitano attualmente 3mila detenuti. E avendo una popolazione carceraria superiore ai posti disponibili non possiamo permetterci di ridurre la capienza, soprattutto in aree complesse, come Roma, Milano e specialmente Napoli".

Ansa

Regina Coeli e San Vittore in vendita: piano del Governo per vendere una dozzina di carceri