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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 08/06/2016  -  stampato il 09/12/2016


Al funerale dello scippatore rom, corteo funebre chiuso da furgone della Polizia Penitenziaria

Cori, musica e addirittura la scorta della polizia italiana. Questo è stato il funerale di Armando Held, rom di 52 anni, morto per proteggere il bottino di un furto.

A Trento c’è molto sdegno. Riferisce il quotidiano il Trentino che si vedevano “capibanda con la bottiglia in mano dettare condizioni alla polizia municipale che voleva far scorrere il traffico e gli autobus in via Veneto. Intollerabile”.

Held, nomade di etina Sinti, è morto in un incidente stradale a Trento. Il rom si trovava ha bordo del suo scooter, mentre tentava di fuggire alla donna di 65 anni che aveva appena scippato. La vittima, ferma nella sua auto nel parcheggio di un centro commerciale, non è stata guardare mentre quell’uomo le portava via la borsetta: si è lanciata alla caccia. Risultata poi fatale per il nomade. Il 52enne ha urtato un tombino sporgente e ha perso l’equilibrio, finendo violentemente contro un cancello di ferro. La donna, ancora sotto choc, ha dichiarato di aver solo suonato ripetutamente il clacson per riavere ciò che le era stato portato via. 

La moglie, i 5 figli e i 7 nipoti del nomade chiedono un risarcimento per il defunto parente.

Dai video, ripresi da La Voce del Trentino, si vede una parata d’onore. Il feretro è stato accolto alla chiesa di san Giuseppe a Trento da ben 500 sinti. Un’invasione che ha creato non pochi problemi alla città. Addirittura i rom hanno anche chiesto, e negato all’ultimo dal Comune, l’uso dell’elicottero per gettare i petali di rosa come da tradizione. Anzi, in alternativa avevano anche proposto se fosse possibile utilizzare un ultraleggero.

All’uscita del feretro, chitarre e canti hanno salutato la bara. Il capobanda sinti nel frattempo gestiva il traffico attorno alla parata, come riporta La Voce del Trentino, con la bottiglia di birra in mano.

Agenti che sono stati costretti a scortare con ben due motociclette della polizia locale, una pattuglia dei carabinieri e una pantera della questura la lunga marcia fino al cimitero della città. Corteo chiuso con addirittura il corteo il furgone della Polizia Penitenziaria. Tutto questo perché alcuni sinti erano in stato di arresto, ma un permesso speciale ha permesso loro di partecipare alla celebrazione del loro eroe.

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